La Corte dei conti boccia il Comune di Santarcangelo sulla procedura seguita per affidare una consulenza esterna a un esperto nella ricerca e nel monitoraggio di finanziamenti. L’ente ha chiamato un professionista per supportarlo sui bandi europei, con un incarico da 11.250 euro. Ma secondo la sezione regionale di controllo dell’Emilia-Romagna quell’affidamento non poteva essere fatto così. Prima di rivolgersi a un consulente esterno, un ente pubblico deve dimostrare che quel lavoro non può essere svolto dai propri dipendenti. Deve inoltre confrontare più professionisti e acquisire il parere del Collegio dei revisori dei conti. Passaggi fondamentali che per la Corte non sono stati rispettati. Per questo i magistrati contabili hanno rilevato l’assenza dei presupposti necessari e trasmesso gli atti alla Procura regionale, per eventuali valutazioni su responsabilità amministrative e disciplinari. La Corte ha riconosciuto la coerenza dell’incarico con la programmazione dell’ente e la professionalità del soggetto scelto. La censura riguarda il modo in cui il Comune è arrivato ad affidare il lavoro all’esterno. Dal municipio per ora la vicenda viene ricondotta a un piano tecnico. "Si tratta della contestazione di un vizio di procedura, una questione tecnica che gli uffici stanno approfondendo su un incarico a un esperto in bandi europei", spiegano dall’amministrazione.