Le dimissioni di Keir Starmer da primo ministro britannico hanno generato reazioni diametralmente opposte in Russia e Ucraina. Da Kiev il presidente Volodymyr Zelensky ha pubblicato un elogio accorato sui social network. «Grazie per tutta la nostra cooperazione, per il tuo sostegno e per le decisioni congiunte che hanno contribuito a rendere più forte la nostra Europa e la nostra capacità di proteggere vite».

Tra le righe della giaculatoria finale si legge la speranza che il prossimo primo ministro continui a sostenere l’Ucraina come Downing street ha fatto da Boris Johnson in poi, sia dal punto di vista militare sia da quello diplomatico ed economico.

Kirill Dmitriev, inviato speciale del Cremlino e negoziatore per l’Ucraina designato da Vladimir Putin, ha interpretato la crisi politica di Londra in modo opposto. «L’addio di Starmer rappresenta un segnale cruciale per gli altri leader militaristi in Europa». Per Dmitriev le dimissioni sono frutto di un «fallimento nella gestione dei flussi migratori e nelle politiche energetiche ed economiche».