Decine di persone hanno richiesto assistenza medica in seguito all’attacco di droni ucraini su una fabbrica di semi-conduttori nella regione russa di Voronezh. Secondo il governatore regionale, Alexander Gusev, le vittime sarebbero almeno 5, ma si continua a scavare tra le macerie. Uno dei residenti dell’area racconta su Telegram: «cinque piani della fabbrica sono crollati nel bel mezzo della giornata lavorativa, e questo solo da un lato», mentre nel raggio di diverse centinaia di metri palazzi civili e attività commerciali sono state colpite dai detriti. L’obiettivo delle forze armate ucraine era la Vzpp-Sborka, ritenuta responsabile della produzione di componenti utilizzate nei missili a lungo raggio Iskander, negli S400 e nei Kalibr ovvero nei vettori più usati dalle forze russe contro gli obiettivi ucraini.

«Il comparto bellico e le truppe di Kiev hanno intrapreso il cammino per trasferire le ostilità in territorio russo» ha scritto Volodymyr Zelensky rivendicando l’attacco. «Subiamo offensive quotidiane e risponderemo con la medesima frequenza» anzi, ha sottolineato il presidente ucraino, «La nostra reazione è destinata a intensificarsi costantemente». Oltre alle fabbriche, la strategia ucraina di colpire le raffinerie di petrolio che riforniscono le forze impegnate al fronte ha iniziato ad avere effetti tangibili anche sulla vita quotidiana dei civili.