Colpi d’arma da fuoco e tre morti, tra cui un poliziotto e l’aggressore, nel quartiere Cotes des Neiges di Montreal, un’area a forte presenza ebraica. Un uomo, di cui ancora non si conosce l’identità, nella tarda mattinata di lunedì ha iniziato a sparare nei pressi di un supermercato kosher uccidendo l’agente e un abitante della zona che i media israeliani hanno identificato nel rabbino Michael Moshe Mizrahi, prima di essere a sua volta ucciso dai proiettili delle forze dell’ordine. Gli investigatori stanno già analizzando le immagini delle telecamere e il profilo dell’assassino per cercare di ricostruire la dinamica dell’accaduto e scoprire il movente. Al momento, però, non è stata fornita alcuna indicazione sulla matrice dell’attacco.
L’unico a esporsi, nel momento in cui si scrive, è il presidente dell’Organizzazione sionista mondiale, Yaakov Hagoel, secondo cui “l’attacco terroristico antisemita a Montreal è un urgente campanello d’allarme per il mondo. State versando sangue ebraico”, ha detto rivolgendosi “al governo canadese e ai leader mondiali. Non accontentatevi di condanne e dichiarazioni. È giunto il momento di agire con decisione contro il terrorismo antisemita”.
Le autorità, al momento, non si sbilanciano e non forniscono alcuna indicazione che possa confermare le teorie di Hagoel. La polizia ha anche smentito che obiettivo dell’attacco fossero gli agenti di polizia sul posto. L’operazione delle forze dell’ordine è infatti iniziata dopo la segnalazione di un civile al numero d’emergenza. Non è nemmeno chiaro se l’uomo, come sembra, abbia agito da solo, tanto che le forze dell’ordine hanno chiesto a tutti i residenti di rimanere in casa, con le porte chiuse ed evitare i tanti ristoranti e negozi kosher della zona.










