ROMA – Il Ministero dell'Interno britannico sta portando avanti un piano per utilizzare l’Intelligenza Artificiale nei processi di determinazione dello status di richiedente asilo per le persone più giovani, nonché per i minori, che raggiungeranno la frontiera a partire dal 2027, denuncia Human Rights Watch (HRW). Tuttavia, i test condotti dallo stesso Ministero dell'Interno fino a ora hanno dimostrato che questi strumenti peccano di precisione, soprattutto rispetto ad alcuni gruppi di persone come gli africani, e rischiano di legittimare nuove forme di discriminazione.

L’IA per identificare le persone. Descritta dal Ministero dell'Interno come una tecnologia d’avanguardia, l’IA per il riconoscimento facciale è attualmente utilizzata nei negozi e nei bar del Regno Unito sui clienti che desiderano acquistare prodotti per i quali vigono restrizioni di età. Ma utilizzarla per decisioni che incidono in maniera determinante sulla vita delle persone e dei minori in particolare – scrive HRW - significa introdurre una procedura inaffidabile in un processo che già di per sé è imperfetto. Human Rights Watch assieme ad altre 61 organizzazioni della società civile ha scritto al Ministero dell'Interno chiedendo di interrompere questi piani per evitare che si creino nuovi rischi per i soggetti più vulnerabili.