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22 giugno 2026 | 18.54
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Settimana intensa per quanto riguarda i temi legati alla difesa, dall’accordo fra Iran e Stati Uniti, alla riunione dei ministri della Difesa dei paesi Nato fino al rifinanziamento delle missioni internazionali.A seguito dell’annuncio del memorandum d’intesa siglato da Stati Uniti e Iran, i leader di Governo di Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Grecia, Cipro, Giappone, Canada, Australia, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta per esprimere il deciso apprezzamento per l’obiettivo raggiunto e per ringraziare l’operato di tutti i mediatori coinvolti, specie Qatar e Pakistan. Il Premier Meloni ha definito l’avvenimento come “un’occasione di pace che va colta e l’Italia è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo”. Rispetto possibile intervento congiunto nell’area dello stretto di Hormuz per ristabilire e assicurare la navigazione, Meloni e gli altri leader hanno detto: “Siamo pronti a fare la nostra parte anche attraverso una missione navale internazionale con obiettivi esclusivamente difensivi, volta a garantire sicurezza nella navigazione commerciale e sminamento delle acque di Hormuz”.Lo scorso 17 giugno, il Ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto in Aula alla Camera per rispondere a due interrogazioni parlamentari relative all’aumento delle spese militari e alla possibile adesione allo strumento SAFE. Nella sua breve replica in Aula, Crosetto ha dichiarato di non aver assunto alcun impegno, sottolineando che tali decisioni spettano ai Governi e ai Parlamenti e non ai Ministri della Difesa. Con riferimento al PURL (progetto di acquisizione di armamenti a favore dell’Ucraina), ha ribadito la posizione contraria dell’Italia, precisando che tale orientamento resta invariato. Il Ministro ha anche precisato di aver predisposto tutte le misure necessarie per rispettare tempi e impegni assunti in ambito NATO con gli Alleati, sottolineando tuttavia che la decisione finale sull’adesione al SAFE non compete al Ministro della Difesa. Ha quindi evidenziato che, allo stato attuale, non è ancora definito se l’Italia aderirà allo strumento. Qualora ciò avvenisse, la Difesa dispone già di progetti di investimento pronti. Analoga situazione riguarda l’incremento dello 0,15-0,20% delle risorse destinate alla Difesa, previsto dal Parlamento lo scorso anno, ma rinviato a causa della mancata uscita dal Patto di stabilità.Al termine della riunione dei Ministri della Difesa della NATO, svoltasi a Bruxelles lo scorso 18 giugno, il Ministro Guido Crosetto ha definito il processo di riorganizzazione dell’Alleanza Atlantica come razionale e necessario. In un contesto strategico caratterizzato da crescente complessità, ha inoltre ribadito come la NATO rappresenti uno strumento imprescindibile di difesa collettiva, al quale ciascun Paese membro è chiamato a contribuire in maniera responsabile, nel rispetto degli impegni assunti.Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, è intervenuto in audizione davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato sul decreto missioni nel corso dell’audizione del 17 giugno, illustrando il quadro strategico che sostiene la Delibera Missioni 2026. Secondo il generale Portolano, la sicurezza nazionale è influenzata da tre direttrici principali di crisi: il Medio Oriente e il Mar Rosso; il Sahel e il Nord Africa; il fianco orientale della NATO con i Balcani occidentali.







