Oltre la metà dei club di Serie A è in mano a proprietà straniere. Col Frosinone pronto a entrare nella lista. Fa discutere la gestione pasticciata di Cardinale al Milan. Ma tra potenziale di crescita e costo d’ingresso basso, ecco i veri motivi per cui il mercato italiano è così appetibile.

Il Frosinone sta per aggiungersi alla lunga lista. Quella delle società italiane in mano a proprietà straniere. Sui ciociari, appena promossi in Serie A, c’è il forte interesse del fondo americano Gamechanger 20 (già a capo dell’Ipswich Town), pronto ad affiancarsi alla famiglia Stirpe. Un’operazione che si inserisce in un trend ormai consolidato. In giorni in cui a far discutere è soprattutto il pasticcio societario del Milan di Gerry Cardinale, che dopo aver azzerato i vertici e inseguito manager per settimane si è dovuto affidare a discutibili figure già presenti all’interno dell’organigramma, la domanda è: questi americani sanno quello che fanno? E soprattutto, cosa vogliono?

I giocatori del Frosinone in festa per la promozione in Serie A (foto Ansa).

Nei top 5 campionati il 40 per cento delle proprietà è in mano agli stranieri

Dei 20 club che hanno partecipato alla Serie A 2025-26, 11 sono controllati da non italiani. Tra questi, la maggior parte fa capo a investitori nordamericani. Il fenomeno non riguarda solo l’Italia. Secondo le principali analisi di settore, nei cinque principali campionati europei circa il 40 per cento delle squadre è oggi in mano a padroni che vengono dall’estero, con gli statunitensi tra i più attivi nel mercato delle acquisizioni.