Il matrimonio nel 2017 e la prima separazione nel 2024. In mezzo, la nascita di quattro figli. Poi una prima riconciliazione e un altro allontanamento con l’avvio delle pratiche del divorzio. Ora invece il calciatore spagnolo Alvaro Morata e l’influencer Alice Campello appaiono più innamorati che mai a un evento a Madrid, con la tempesta emotiva che li ha travolti ormai alle spalle. Il loro tira e molla è il classico esempio di una dinamica relazionale comune a molte coppie, che si lasciano e riprendono quasi dimenticando i trascorsi appena attraversati, molto spesso con litigi e sofferenza annessi. Un “caso” vip che ha riportato sotto i riflettori l’amore, anche nelle sue forme più contorte con i suoi alti e i suoi bassi. Sul tema Vanity Fair ha interpellato lo psicologo e coach Davide Cortesi, partendo dalla domanda principe: si tratta di un legame forte o semplice difficoltà a lasciarsi andare?

Rischi e benefici di un tira e molla «I tira e molla come quelli vissuti da Alvaro Morata e Alice Campello non nascono necessariamente da una mancanza d'amore. Molto spesso – spiega - sono il risultato di bisogni emotivi contrastanti: da una parte il desiderio di vicinanza, dall'altra la necessità di proteggere la propria autonomia o di sfuggire a situazioni percepite come fonte di sofferenza. In questi casi la separazione non coincide con una chiusura definitiva, ma rappresenta un tentativo di prendere distanza da conflitti che la coppia non riesce a risolvere». Rimettersi insieme come se niente fosse successo fa emergere il reale problema, che secondo l’esperto compare «quando il ritorno avviene senza una reale elaborazione delle cause che hanno portato alla rottura. Se ci si rimette insieme mossi soltanto dalla nostalgia, dalla paura della solitudine o dall'intensità dell'attrazione (la cosiddetta chimica), il rischio è quello di ritrovarsi rapidamente negli stessi schemi». Ma non tutto il male viene per nuocere: le cosiddette pause possono portare benefici per entrambi i componenti della coppia: «Una separazione temporanea può offrire nuove consapevolezze, permettere una crescita individuale e aiutare entrambi i partner a comprendere meglio il valore della relazione e quello dell'altra persona. La differenza la fa il lavoro fatto durante il periodo di distanza. Un ritorno può essere una nuova partenza soltanto se qualcosa è realmente cambiato».«L'obiettivo è capire se si può costruire qualcosa di nuovo» Ma quali sono i rischi di entrare in un loop di addi e ritorni? Secondo l’esperto, in poche parole, il consumarsi emotivamente: «Ogni separazione riattiva infatti sentimenti di perdita, insicurezza e vulnerabilità. Per non distruggersi psicologicamente è fondamentale chiedersi se il ritorno risponde a un bisogno autentico o a una paura. Per questo sarebbe bene evitare decisioni impulsive e, invece, analizzare con lucidità ciò che non ha funzionato in passato. Tra i vantaggi di un nuovo tentativo relazionale c'è la possibilità di costruire un rapporto più maturo, basato su maggiore consapevolezza e su una comunicazione più sana e aperta. Tra gli svantaggi, invece, il rischio di trasformare il rapporto in una fonte cronica di instabilità emotiva e di sali-scendi debilitanti». Chiedersi se ci si ama ancora e si sta bene insieme davvero è la parte più difficile, ma allo stesso tempo la più importante, secondo Cortesi. «Un altro elemento chiave da valutare – dice in chiusura - è la capacità di stabilire nuove regole e nuovi confini. Se i problemi restano identici e nessuno dei due partner modifica il proprio comportamento, il ritorno rischia di essere soltanto una replica della storia precedente. L'obiettivo non dovrebbe essere tornare insieme a ogni costo, ma capire se esistono le condizioni per costruire una relazione diversa da quella che si era interrotta. Solo così il terzo tentativo può diventare davvero quello giusto».