Chi segue questo settore da qualche anno ricorda il Narwal Flow di prima generazione come uno di quei prodotti capaci di cambiare il modo in cui si guarda a una categoria. Non era perfetto (qui la nostra recensione completa), ma aveva dalla sua un rapporto qualità-prezzo difficile da contestare e, soprattutto, una resa concreta sul pavimento che molti concorrenti più costosi non riuscivano a eguagliare. Il Flow 2 parte da quella base e la porta a un livello superiore. Le differenze sono strutturali, ingegneristiche, e in alcuni casi rappresentano soluzioni che sul mercato dei robot domestici semplicemente non esistevano prima.Il prezzo di listino è 1.299 euro, ma al lancio scende a 1.099, con una garanzia estesa a tre anni e un pacchetto di accessori e consumabili dal valore dichiarato di oltre 200 euro. Ciò che conta però è sapere per chi è davvero pensata questa macchina e cosa si ottiene concretamente in cambio dell'investimento.

La base: non più solo un dock di ricaricaIl primo impatto visivo è con la stazione. Rispetto alla versione precedente, il design è stato completamente rivisto: linee più pulite, un pannello frontale con retroilluminazione LED che comunica visivamente le fasi di lavoro del robot e può essere usato come luce d'atmosfera serale, con tanto di effetto camino disponibile tra le modalità. Sul fronte tecnico, la base del Flow 2 è dove si concentrano le novità più rilevanti. C'è un serbatoio per il detersivo con autodosaggio, compatibile con qualsiasi detergente per pavimenti a patto che non produca schiuma (un avvertimento da tenere a mente per qualsiasi robot aspirapolvere). Ma la vera discontinuità rispetto alla concorrenza è nella gestione delle temperature. La base lava il panno del robot a 60 gradi centigradi. Poi igienizza se stessa attraverso un circuito interno che porta l'acqua a 100 gradi. L'asciugatura finale avviene con aria calda a 60 gradi. Il risultato è che odori sgradevoli e formazione di muffa, problemi cronici di questa categoria di prodotti, vengono eliminati alla radice.C'è un elemento da non sottovalutare: il consumo idrico. Il sistema usa molta acqua. Nella mia zona giorno, di dimensioni che definirei nella media, il serbatoio dell'acqua sporca si riempie dopo appena due cicli di lavaggio. Chi vuole azzerare anche questo aspetto della manutenzione può optare per la versione della base predisposta al collegamento diretto all'impianto idrico di carico e scarico, disponibile come alternativa di acquisto.