Alex Shwazer in conferenza stampa ha spiegato cos’è accaduto di fronte alla notizia della sua positività all’epo: “Possono fare quello che vogliono, tanto lo faranno comunque… non ci interessa, noi non faremo nulla. E’ più importante la mia vita”

Alex Schwazer si è presentato senza quasi alcun preavviso in conferenza stampa, a seguito della notizia di positività all'epo. Così l'ex marciatore azzurro ha voluto anticipare i documenti che poi verranno resi pubblici, per dare la propria versione dei fatti e ribadire l'assoluta estraneità al tutto.

Le parole di Schwazer in conferenza: "Questa volta non ho più la forza di difendermi" "Venerdì mattina ho ricevuto una email che incredibilmente parla di una positività di un controllo antidoping post gara in Germania ad aprile. Io sono innocente, non ho assunto epo e non ho assunto sostanze vietate. Ma questa volta non mi difenderò poù. Non lo farò perché non ho più la forza di farlo. Se penso dopo Rio le battaglie che abbiamo fatto con udienze, ricorsi, tribunali: no, io ho 41 anni non ce la faccio più. Ho una bellissima famiglia, un lavoro che nulla ha a che fare con lo sport e non voglio rovinare tutto questo magari aprendo una battaglia che a livello psicologico mi potrebbe costare molto. Alex Schwazer trovato positivo in una corsa professionistica in Germania ad aprile Possono fare quello che vogliono, tanto lo faranno comunque… non ci interessa, noi non faremo nulla. E' più importante la mia vita: l'unica cosa che chiederemo è la controanalisi a patto che venga verificato anche un goccio di urina che Sandro Donati si era portato a casa. Se non lo accettano io non voglio nemmeno la controanalisi perché non ho la minima fiducia di questo sistema. Il mio ultimo pensiero è a chi mi è rimasto vicino in questi anni e che magari ora ci restano male, ma non dovete stare male. Io evidentemente nello sport non ci posso più stare, ne prendo atto, ma sono contento della mia vita e sono a posto con la mia coscienza"