Il suo punto di svolta per le squadre sportive di Trapani è fissato a Lussemburgo. Il 16 luglio, alle 10:00, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea pronuncerà la sentenza nelle cause riunite C-424/24 e C-425/24, quelle nate dal contenzioso che coinvolge gli ex dirigenti della Juventus Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene e che, per riflesso, rischiano di incidere sull’intera architettura della giustizia sportiva italiana. In quel varco si sono inseriti anche F.C. Trapani 1905 e Trapani Shark, convinti che da quella decisione possa dipendere una parte decisiva del loro futuro.
Il punto centrale è giuridico, ma le sue conseguenze sono molto concrete. Secondo quanto ribadito dalle società riconducibili a Valerio Antonini, i due club stanno depositando istanze formali di ammissione ai rispettivi campionati: Serie C per il calcio e Serie A per il basket. La linea è chiara: sostenere che, alla luce degli sviluppi tributari e dell’attesa pronuncia europea, esistano oggi presupposti nuovi per chiedere la riammissione e contestare in sede amministrativa le sanzioni sportive che hanno colpito le due realtà granata. È una strategia aggressiva, ma non improvvisata: si appoggia su atti già depositati, su procedimenti federali definiti e soprattutto su una possibile ridefinizione del perimetro dei poteri del Tar del Lazio in materia sportiva.






