Il marciatore altoatesino è stato sospeso in via cautelare dall’agenzia antidoping tedesca dopo un controllo effettuato ad aprile. Al centro della vicenda ci sarebbe ancora una volta l’EpoIl marciatore altoatesino è stato sospeso in via cautelare dall’agenzia antidoping tedesca dopo un controllo effettuato ad aprile. Al centro della vicenda ci sarebbe ancora una volta l’EpoA dieci anni dal caso che gli costò la seconda squalifica della carriera e a quasi vent’anni dall’oro olimpico di Pechino 2008, il nome di Alex Schwazer torna al centro di una vicenda antidoping. Nella mattinata del 22 giugno 2026 è arrivata la notizia della sospensione cautelare del marciatore altoatesino da parte della NADA, l’agenzia antidoping tedesca. Il provvedimento sarebbe legato a una positività all’eritropoietina (Epo) riscontrata in un controllo effettuato dopo una gara disputata in Germania lo scorso aprile.Il controllo dopo i campionati tedeschiSecondo le prime informazioni disponibili, il test sarebbe stato eseguito al termine dei Campionati tedeschi di maratona di marcia disputati nell’area di Francoforte tra il 26 e il 27 aprile. Schwazer aveva preso parte alla competizione chiudendo con un tempo di poco superiore alle tre ore.Le analisi avrebbero rilevato tracce di eritropoietina, una sostanza vietata che aumenta la produzione di globuli rossi e migliora il trasporto di ossigeno nel sangue, risultando particolarmente efficace negli sport di resistenza come ciclismo, sci di fondo e marcia. Alcune ricostruzioni parlano di riscontri sia nelle urine sia nel sangue, ma al momento non risultano ancora pubblicati documenti tecnici completi relativi al procedimento.La sospensione cautelareLa NADA ha avviato un procedimento nei confronti dell’atleta e disposto una sospensione provvisoria. Si tratta di una misura standard prevista nei casi di presunta violazione delle norme antidoping e non equivale a una condanna definitiva. Nelle prossime settimane si dovranno chiarire diversi aspetti della vicenda: dalla conferma delle analisi all’eventuale richiesta di controanalisi, fino alla valutazione delle autorità sportive competenti.Un ritorno alle gare iniziato nel 2026La notizia arriva pochi mesi dopo il ritorno ufficiale alle competizioni di Schwazer. Terminata la lunga squalifica nel luglio 2024, il marciatore era tornato a gareggiare nel marzo 2026 ai Campionati italiani di marcia, a 41 anni, raccontando di voler chiudere la carriera sportiva con un ultimo capitolo agonistico. Nei mesi successivi aveva ottenuto risultati competitivi e aveva continuato a gareggiare, pur restando fuori dalle convocazioni per gli Europei di Birmingham previsti per l’estate 2026.Una carriera segnata dal doping e dalle polemicheSchwazer, campione olimpico della 50 km di marcia a Pechino 2008, era già risultato positivo all’Epo nel 2012, pochi giorni prima delle Olimpiadi di Londra. In quell’occasione ammise pubblicamente l’assunzione della sostanza. Nel 2016 arrivò una seconda positività, questa volta per testosterone, che portò a una squalifica di otto anni. Quel caso si trasformò in una lunga battaglia giudiziaria e scientifica: il Tribunale di Bolzano arrivò ad archiviare il procedimento penale sostenendo che l’atleta fosse estraneo ai fatti, mentre la WADA e la giustizia sportiva internazionale hanno sempre mantenuto valida la sanzione. La vicenda è diventata uno dei casi più controversi della storia recente dello sport italiano, al punto da essere raccontata anche nella docuserie Netflix “Il caso Alex Schwazer”.Che cos’è l’Epo e perché è considerata dopingL’Epo, abbreviazione di eritropoietina, è un ormone prodotto naturalmente dai reni che ha il compito di stimolare il midollo osseo a produrre globuli rossi. In medicina viene utilizzata per trattare alcune forme di anemia, soprattutto nei pazienti con insufficienza renale o sottoposti a particolari terapie. Quando viene assunta artificialmente da un atleta sano, però, aumenta il numero di globuli rossi nel sangue e quindi la quantità di ossigeno che può essere trasportata ai muscoli durante lo sforzo.Per questo motivo l’Epo è considerata una delle sostanze dopanti più efficaci negli sport di resistenza come maratona, ciclismo, sci di fondo, triathlon e marcia. Un maggiore apporto di ossigeno consente infatti di ritardare l’affaticamento e migliorare le prestazioni nelle gare di lunga durata. Proprio per il suo potenziale effetto sulle performance, l’Epo è inserita da anni nella lista delle sostanze vietate della World Anti-Doping Agency (WADA). L’uso improprio può inoltre comportare rischi per la salute: l’aumento della densità del sangue può favorire trombosi, ictus, infarti e altre complicazioni cardiovascolari, soprattutto in condizioni di forte sforzo fisico. LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Alex Schwazer ancora positivo: cosa sappiamo finora del nuovo caso antidoping che scuote l’atleta
Il marciatore altoatesino è stato sospeso in via cautelare dall’agenzia antidoping tedesca dopo un controllo effettuato ad aprile. Al centro della vicenda ci sa
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