Trasformare il segnale politico in continuità: non solo ospitare una conferenza, ma diventare una piattaforma stabilelunedì 22 giugno 20265' di letturaRoma come porta d’accesso all’Europa per i capitali sauditi e come piattaforma politica tra Golfo, Mediterraneo, industria, energia e sicurezza. È il messaggio emerso da Fii Priority Europe 2026, la conferenza internazionale sugli investimenti organizzata dal Future Investment Initiative Institute, piattaforma saudita dedicata al confronto tra governi, fondi sovrani, imprese e investitori. La scelta della capitale italiana come sede della tappa europea del forum ha un valore non secondario in una fase segnata da crisi simultanee, rotte marittime vulnerabili, tensioni nello Stretto di Hormuz, competizione tecnologica e pressione crescente sulla difesa europea. “Roma è una città globale, capace di mettere in relazione mondi diversi”, ha affermato il sindaco Roberto Gualtieri, richiamando la vocazione internazionale della Capitale.La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha indicato Roma come possibile sede europea permanente della piattaforma Fii e ha rilanciato il ruolo dell’Italia come ponte tra Europa, Mediterraneo e Golfo. “Essere una grande piattaforma commerciale e regolatoria non è più sufficiente”, ha affermato Meloni in un videomessaggio all’apertura dell’evento, sottolineando la necessità per l’Europa di rafforzare autonomia strategica, capacità industriale, sovranità tecnologica e solidità finanziaria. Il dato più concreto è arrivato da Yasir al Rumayyan, governatore del Fondo per gli investimenti pubblici dell’Arabia Saudita (Pif), presidente di Saudi Aramco e presidente del Fii Institute, che ha annunciato 140 opportunità di collaborazione con l’industria europea per un valore complessivo di 10,4 miliardi di euro fino alla fine del 2030. Al Rumayyan ha inoltre ricordato i 98 miliardi di euro già investiti dal fondo saudita in Europa e nel Regno Unito tra il 2017 e il 2025, con un contributo stimato di 70 miliardi di euro al prodotto interno lordo e 160 mila posti di lavoro sostenuti. Durante i lavori sono stati firmati anche tre accordi: Redcon International-Saudi ConTech sulle tecnologie per le costruzioni; Red Sea Global-Sequest sulla rimozione del carbonio nelle destinazioni turistiche; Acwa Power-Telecom Italia Sparkle sulle infrastrutture energetiche e digitali. Saudi Aramco ha inoltre richiamato acquisti da fornitori europei per circa 8 miliardi di euro, con l’Italia pari a circa un quarto del totale.