L’ex presidente della Federal Reserve Alan Greenspan è morto, all’età di 100 anni, a causa di complicazioni legate al morbo di Parkinson. Nei suoi mandati alla guida della Federal Reserve, dal 1987 al 2006, Greenspan ha servito sotto quattro presidenti, da Ronald Reagan a George W. Bush, passando per Bush padre e Bill Clinton. Di famiglia ebraica, originario di Manhattan, aveva ottenuto laurea e master in economia presso la New York University, per poi iniziare una carriera di ricercatore ma anche manager in centri studi e imprese private, prima di partecipare alla campagna alla nomination di Richard Nixon nelle elezioni del 1968 e diventare – sotto il suo successore Gerald Ford – presidente del Council of Economic Advisers.
Poco dopo il suo arrivo alla Fed, Greenspan dovette gestire il lunedì nero del 1987, un duro promemoria che “la versione trionfante del capitalismo americano post-Guerra Fredda”, scrive il New York Times, era sempre meno adatta ai tempi che cambiavano. “Pur gestendo abilmente i tassi di interesse in modo da mantenere l’economia in piena espansione”, annota il quotidiano statunitense, “rimase restio ad affrontare un pericolo che ben conosceva: e cioè, che il clima di bassa inflazione e di politica monetaria espansiva che aveva contribuito a creare stesse mettendo a rischio gli Stati Uniti alimentando boom di investimenti insostenibili. E rimase riluttante ad agire quando banche e società di investimento adottarono nuove e complesse tecniche di trading che avrebbero poi causato gravi danni“.










