La diffusione di switch Multigigabit, NAS domestici sempre più veloci e schede di rete 10 GbE ha reso accessibili prestazioni che fino a pochi anni fa appartenevano a configurazioni industriali. Sono in molti che in ufficio o a casa stanno aggiornando le proprie infrastrutture di rete con collegamenti a Gigabit Ethernet, spesso sfruttando moduli SFP+ con interfaccia RJ45 per continuare a utilizzare il cablaggio Ethernet esistente. La promessa è allettante: ottenere velocità elevate senza dover sostituire immediatamente l’intera rete.

Le tecnologie 10GBASE-T hanno richiesto anni di sviluppo per raggiungere livelli accettabili in termini di consumi energetici e di dissipazione termica.

Con PHY (Physical Layer Transceiver) si fa riferimento ai componenti hardware che implementano il livello fisico di una rete, ossia la parte incaricata di trasformare i dati digitali provenienti dal dispositivo in segnali elettrici, ottici o radio da trasmettere sul mezzo di comunicazione, e viceversa. Le prime implementazioni dei PHY da 10 Gigabit consumavano diversi watt per ogni porta di rete e generavano una quantità di calore tale da richiedere sistemi di raffreddamento dedicati e di una certa importanza.