"Una polisportiva su due piedi". Così mi aveva definito uno dei miei primi capi a "L'Eco di Bergamo", così mi piace definirmi. Sci alpino, snowboard e pallavolo

Silenzio, parla il capitano. Chi dice che non si possa praticare sci anche d’estate? Non serve andare nell’altro emisfero per trovare la neve. Basta restare nel continente, cercare il terreno adatto con l’erba, variare l’attrezzo ed abbracciare uno sport complementare a quello che ha reso grande Sofia Goggia. Da Bergamo a Bergamo, o meglio da Città Alta a Gandino per trovare un asso 100% bergamasco. Lorenzo Gritti, classe 1985, è la stella polare dell’Italia. Qualche dato? 150 gettoni in Coppa del Mondo, 17 vittorie e 32 podi. Ai Mondiali 39 partenze con 8 podi ed il doppio punto più alto raggiunto con l’oro in supercombinata a Kaprun, in Austria, nel 2017 e in Repubblica Ceca a Stitna nad Vlari il 29 agosto dello scorso anno. A 41 anni compiuti lo scorso 9 giugno c’è ancora quel fuoco dentro, acceso tanto tempo fa e che oggi vuol continuare a scaldare un movimento tricolore che, nel maschile, da tempo trova costantemente gioie, trionfi e talenti. Ci si gioca tutto su un cingolo che scorre, non c’è la discesa per il resto le specialità sono analoghe (superG, slalom, gigante e supercombinata). Ci vogliono potenza e destrezza per un’attività complementare allo sci alpino poiché i punti in comune sono tanti anche perché l’obiettivo è il medesimo, ossia restare in equilibrio sull’attrezzo. Cambiano i materiali e la postura e qualcosa a livello biomeccanico, da una parte scivola e dall’altro rotola sul terreno. E c’è un lato alquanto “open skills” visto che nulla è prevedibile perciò l’equilibrio e l’adattamento dinamico la fanno da padrone su entrambi i fronti.