TRENTO - Potrebbe essere uno dei tre lupi segnalati alla Provincia Autonoma di Trento dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, dal Dipartimento di Medicina dell'Università di Sassari e, infine, dall'Amministrazione Provinciale di Belluno, il povero lupo morto fucilato, ieri, in Tirolo. Stando alle prime notizie diffuse dalle autorità austriache, infatti, l'esemplare abbattuto, pare fosse dotato di radiocollare. Particolare che ha fatto pensare immediatamente a Mirco, uno degli esemplari radiocollarati per studiare rotte e movimenti dei lupi in dispersione.

Cervi e caprioli sulle strade, sale l'allarme: il bilancio è di un incidente al giorno. Oltre 390 investimenti in un annoCosa è successo A quanto si è appreso finora, l'individuo in questione, nell'ultimo periodo era stato tracciato proprio mentre superato il Cadore e l'Alto Adige, si era spinto fino in Tirolo. Decisione che, a questo punto, potrebbe essersi rivelata fatale. Lo stato di dispersione è un momento della vita dei giovani lupi, molto rischioso. Una volta cresciuti, infatti, lasciano il branco e, da soli, si allontanano per colonizzare nuovi territori. Instancabili, sono capaci di percorrere centinaia di chilometri in un solo mese. Da qui lo studio, per capire dove vanno e con chi e perché. Senza recinzioni, né muri, è assai difficile per un animale seppure intelligente e sociale come il lupo, capire dove va a parare. Chissà, magari la fame e la solitudine lo hanno spinto dove non doveva? La risposta è nelle doppiette di chi, autorizzato, lo ha seguito, inquadrato nel mirino, e abbattuto. La sua colpa? Pare sia stata quella di essersi avvicinato all'abitato di Schlitters, località di poco più di 1450 anime, del distretto di Schwaz, non molti chilometri ad est di Innsbruck.