Le merci contraffatte introdotte nell’Unione europea valgono la cifra monstre di 99 miliardi di euro, il 4,7% di tutte le importazioni complessive nell’Ue dal resto del mondo. Dalla contraffazione al contrabbando, il commercio illecito continua a crescere e a creare danni all’industria europea, con impatti negativi sul prodotto interno lordo e sul mercato del lavoro. Il rischio è che tra la riorganizzazione delle filiere criminali, lo sconfinamento sui canali online e le resistenze della cooperazione, altri record negativi possano diventare una formalità.

Secondo le stime dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà Intellettuale (Euipo) e dell’Ocse, i 99 miliardi di euro di merci contraffatte introdotte nell’Unione europea si configurano come una vera e propria tassa occulta, che drena risorse fiscali e altera la concorrenza tra le imprese. Il danno economico calcolato da Euipo e Ocse si spinge oltre l’impatto doganale: la contraffazione sottrae ogni anno anche centinaia di migliaia di posti di lavoro legittimi in tutta Europa e provoca una contrazione diretta della crescita del Prodotto interno lordo comunitario, disincentivando al contempo gli investimenti esteri in ricerca e sviluppo all’interno dei confini della Ue a causa della mancata tutela della proprietà intellettuale e dei marchi.