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Gian Guido Vecchi

Il discorso lucido e realistico del Papa nella sede romana del Programma alimentare mondiale, l’agenzia umanitaria delle Nazioni Unite, che denuncia «uno squilibrio fondamentale nelle priorità politiche e morali»

«In effetti, i conflitti vengono alimentati più facilmente di quanto non si riesca a nutrire le persone». Leone XIV interviene nella sede romana del Programma alimentare mondiale (Wfp), l’agenzia umanitaria delle Nazioni Unite, e denuncia «uno squilibrio fondamentale nelle priorità politiche e morali» del pianeta con un discorso lucido e realistico: «Più che una semplice questione umanitaria, la fame erode la coesione sociale, accresce il rischio di conflitti e alimenta la migrazione forzata», avverte, e per questo riguarda tutti, ne va del «futuro della comunità internazionale».Non è questione di affrontare emergenze improvvise, «oggi le crisi si sono trasformate da eventi isolati in realtà persistenti, caratterizzate da conflitti prolungati, insicurezza alimentare cronica, instabilità economica e crescenti vulnerabilità climatiche», considera il Papa: «Ciò solleva una domanda fondamentale: quale configurazione dell’ordine globale è in grado di produrre, riprodurre e, talvolta, normalizzare tali condizioni?». Questo è il punto: «La questione non si limita più a come intervenire, si estende piuttosto alla comprensione del motivo per cui il sistema produce costantemente proprio quei problemi che poi è costretto a correggere».