Quando Stellantis annunciò l’arrivo della nuova Fiat 500 ibrida, l’obiettivo appariva chiaro: riportare volumi produttivi significativi a Mirafiori e garantire un futuro più stabile a uno degli stabilimenti simbolo dell’automotive italiano. Dopo anni difficili, segnati dal rallentamento della domanda della versione elettrica e da frequenti periodi di cassa integrazione, la compatta torinese doveva rappresentare una svolta.

I numeri emersi nei primi mesi del 2026 raccontano però una realtà diversa. La nuova motorizzazione mild hybrid sta certamente contribuendo a sostenere le vendite della 500, ma il ritmo registrato finora è molto distante dalle aspettative iniziali. Una situazione che continua ad alimentare interrogativi sul futuro produttivo di Mirafiori.

La 500 ibrida non raggiunge i volumi sperati

Nei piani industriali iniziali, la Fiat 500 ibrida avrebbe dovuto consentire allo stabilimento torinese di tornare a produrre fino a 100.000 vetture all’anno. Un obiettivo ambizioso ma ritenuto necessario per garantire continuità produttiva e piena occupazione all’impianto.

Al momento, però, il mercato sembra muoversi a una velocità molto diversa. Nel mese di maggio 2026 la Fiat 500 ha totalizzato 2.140 immatricolazioni in Italia, delle quali ben 2.048 attribuibili alla nuova versione ibrida. Un dato che conferma come il motore termico elettrificato stia sostituendo quasi completamente la variante elettrica, ormai relegata a volumi molto ridotti.