«Oggi possiamo affermare che la Sicilia sta vivendo una fase nuova. Lo certificano i numeri, il giudizio dei mercati, le analisi indipendenti e, soprattutto, la fiducia che imprese e investitori stanno tornando ad accordare alla nostra Regione». A dirlo è Renato Schifani, che questa mattina ha parlato dal palco dell'evento di celebrazione dei 100 anni di Confindustria Catania. Secondo il governatore «per la prima volta dopo molti anni non viene più considerata una periferia da assistere, ma una piattaforma strategica del Mediterraneo». Parole che ricalcano quelle pronunciate solo pochi giorni fa alla presentazione dei dati sull'economia sicilian a Palermo per l'evento di Ambrosetti con i dati di Teha club. Numeri che arrivano per Schifani da un «percorso» che «non sarebbe stato possibile senza il contributo delle imprese», ed infatti «il sostegno al sistema produttivo è stato una delle priorità del nostro governo».
«Abbiamo mobilitato importanti risorse per favorire investimenti, innovazione, accesso al credito e crescita aziendale, introdotto strumenti per incentivare nuova occupazione e rafforzare la competitività delle imprese siciliane, semplificato le regole con la riforma della Cts, che ha reso più rapidi i processi decisionali favorendo nuovi insediamenti produttivi», ha ricordato Schifani. Inoltre "abbiamo destinato 210 milioni di euro di risorse regionali per affiancare il credito d’imposta nazionale riconosciuto alle aziende che investono nell’isola", «risorse pienamente confermate», ha assicurato. Il presidente della regione ha quindi citato la crescita del pil regionale tra il 2021 e 2025 più della media del Mezzogiorno e di quella nazionale, e poi la crescita dell’occupazione, risultati ottenuti grazie anche al «profondo risanamento dei conti pubblici regionali». Ed il «dato più significativo è che questa solidità finanziaria si sta trasformando in investimenti, occupazione e sviluppo», ha sottolineato.










