"Provo dolore, mi porto ancora dentro il colloquio che ho avuto con loro perché sono stato la seconda, terza persona che ci ha parlato dopo le due carabiniere. Quando le abbiamo trovate non hanno fatto salti di gioia, si sono chiuse nella stanza dove avevano vissuto fino ad allora". Così il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D'Angelo, nella conferenza stampa convocata all'indomani del ritrovamento di Alisya e Sarah, le due sorelle di 16 e 12 anni sparite dalla casa famiglia di Civitella Alfedenza e ritrovate ieri sera a Formia.
La svolta nelle indagini è arrivata da "una videochiamata della mamma nei confronti di un numero di telefono che era attenzionato intestato a un pachistano, facente parte di un gruppo di schede clandestinamente attivate a Napoli un paio di giorni prima della scomparsa", spiega D'Angelo, in conferenza stampa. "Tra i tanti difetti della mamma - ha aggiunto - c'era anche quello di mantenere il controllo. Non poteva rimanere giorni e giorni senza contattare le figlie".
"Ho visto le bambine e le ho accompagnate in una struttura. Vivono uno stato di forte stress emotivo, ma non mi sono permesso di chiedere loro nulla della vicenda: lo farà chi di dovere". Sono le parole del sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli, tutore legale delle sorelline scomparse a Cividella Alfedena e ritrovate ieri sera a Formia, in provincia di Latina. "Seguiremo la vicenda per comprendere gli sviluppi delle indagini e gli accertamenti degli inquirenti. Cureremo gli interessi legali e materiali delle ragazze", aggiunge Stefanelli: "Sarà un percorso difficile, anche alla luce del fatto che adesso tutte le relazioni si complicheranno ancora di più. È una situazione molto difficile da gestire".










