Il calciatore batte un calcio d’angolo ed esce dal campo, dalla linea di fondo. È la distrazione fatale che invalida tutta l’azione successiva e la rete del 3-2 della Celeste ai Mondiali.
L'Uruguay rischia di essere eliminato dai Mondiali 2026 a causa del gol annullato a Maximiliano Araujo contro Capo Verde (terminata 2-2) per l'incredibile leggerezza di Agustin Canobbio. È lui il calciatore che l'assistente di linea prima e il VAR poi (a conferma della corretta segnalazione di campo) hanno individuato in un fuorigioco insolito, controverso e scaturito dalla superficialità stessa del giocatore punito per la regola 11 che disciplina il fuorigioco. Cosa ha combinato? Il pasticcio è nato perché, dopo aver battuto un calcio d'angolo, è uscito dal campo dalla linea di fondo e quando è rientrato la sua posizione era già irregolare. Il suo errore di distrazione è costato caro alla Celeste la cui situazione nel girone s'è complicata abbastanza a causa del pareggio con i caraibici.
Perché Canobbio è stato considerato in fuorigioco L'episodio è avvenuto al 22° del secondo tempo quando il punteggio era già sul 2-2 e i sudamericani erano protesi in attacco alla ricerca del gol che li avrebbe avvicinati alla qualificazione ai sedicesimi. Tutto è iniziato con un calcio d'angolo battuto dalla destra proprio da Agustin Canobbio. Il giocatore uruguaiano ha crossato verso l'area e poi, dopo un rimpallo, ricevuto nuovamente il pallone quando si trovava ancora nei pressi della linea di fondo. Qual è l'errore che ha inficiato l'azione e invalidato il gol? Dopo la battuta è uscito dal rettangolo di gioco e ha perso un po' di tempo prima di rientrare in posizione. Quella manciata di secondi si è rivelata fondamentale. Quando, successivamente, uno dei suoi compagni gli ha restituito il pallone per giocarlo, Canobbio era già in posizione di fuorigioco perché si trovava oltre il penultimo difensore capoverdiano. Il suo piede sinistro, infatti, sporgeva appena oltre la linea di porta, che ufficialmente fa parte del campo di gioco, quindi l'assistente arbitrale ha correttamente interpretato la sua posizione in offside perché – come nel suo caso – "qualsiasi parte della testa, del corpo o dei piedi è più vicina alla linea di porta avversaria rispetto sia alla palla che al penultimo avversario". Per questo motivo, il VAR, una volta accertata la posizione di fuorigioco, ha considerato irregolare l'intera azione successiva e quindi il gol.












