di
Roberto Pezzali
STMicroelectronics ha presentato oggi un nuovo modulo LiDAR 3D che, per dimensioni e risoluzione, potrebbe portare a una rivoluzione nel modo in cui le macchine percepiscono il mondo esterno. Vent'anni fa ST ha cambiato per sempre lo smartphone: ora sta per fare lo stesso in un mondo molto più ampio.
Nel 2007, quando Steve Jobs salì sul palco e presentò il primo iPhone, tra le funzioni che impressionarono il pubblico ce n'era una apparentemente banale: lo schermo ruotava quando giravi il telefono. Dietro quella "magia" c'era un chip da pochi millimetri quadrati prodotto da STMicroelectronics: un accelerometro MEMS a tre assi, il LIS302DL. MEMS sta per Micro-Electro-Mechanical Systems, sistemi meccanici microscopici integrati sul silicio con le stesse tecniche della microelettronica, e non era una novità assoluta, perché ST aveva sviluppato quella tecnologia negli anni Novanta per applicazioni automotive e aerospaziali, dove il costo non era il problema principale. La svolta per ST arrivò però quando riuscì a realizzare un accelerometro preciso, affidabile, miniaturizzato e abbastanza economico da entrare in un prodotto consumer di massa. Nei due anni successivi al lancio dell'iPhone, ST divenne il fornitore dominante di sensori MEMS per smartphone, e oggi quegli stessi chip, evoluti in IMU a sei assi che integrano accelerometro e giroscopio, sono presenti in miliardi di dispositivi: smartphone, controller di gioco, droni, auricolari wireless, automobili, robot.









