MARTELLAGO (VENEZIA) - Un momento di gioia si è trasformato in un ricordo amaro per due sposi convolati a nozze sabato in compagnia di un centinaio di invitati. Il sindaco di Martellago Andrea Saccarola, come è solito fare, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un post con una foto degli sposi dopo aver celebrato la loro unione, per augurargli il meglio. «In un'ora e mezza il post ha totalizzato 50mila visualizzazioni e ho capito che qualcosa non andava», racconta il primo cittadino. Sotto alla foto, centinaia di commenti denigravano e disprezzavano i due sposi. Il motivo? Perché è una coppia mista. «Non mi era mai successo, ho sposato coppie di colore e tutti erano contenti. Il fatto che lo sposo sia nero e la sposa bianca invece ha scatenato i peggiori insulti. Ho dovuto cancellare - racconta ancora Saccarola - 55 commenti tra botta e risposta, poi ho bloccato la possibilità di interagire al post».

«UMILIANTE» «È stato umiliante, era tutto un insulto. Ero felicissimo di quella celebrazione perché conosco i due sposi: sono una coppia di lunga data, hanno già due figli. Non si tratta certo - sottolinea Saccarola rispondendo alle odiose critiche arrivate tra i commenti - di un matrimonio di comodo: lo sposo è in Italia dal 2006, è perfettamente integrato nella comunità oltre che un imprenditore di successo, di primo piano in Veneto nel suo settore». «Se poi nella foto il futuro marito non è sorridente come la sposa - precisa ancora Saccarola - è perché era teso, penso sia normale essere agitati il giorno del proprio matrimonio». LE CONSEGUENZE «Il post - spiega ancora il primo cittadino - è diventato virale e si è innescato un tam tam costruito dagli hater per avere visibilità. Ho fatto gli screenshot dei commenti più pesanti, prima di cancellarli, e farò denuncia. Anche se non è la prima volta che agisco in questo modo a causa di situazioni simili avvenute sui social e su Facebook in particolare, e nessuna denuncia è mai andata a buon fine». Il sindaco sottolinea anche che i responsabili degli attacchi «sono soprattutto persone esterne alla nostra comunità: erano profili localizzati a Firenze o a Roma, con zero amici, probabilmente profili fake».