Nessun terremoto a Palazzo Campanella. Nessuna nuova proclamazione, nessun effetto domino, nessuna riscrittura degli equilibri usciti dalle urne regionali del 2025. In due sole parole: nessuna rivoluzione. Il Consiglio di Stato ha respinto gli appelli presentati contro l’assegnazione dei seggi in Consiglio regionale della Calabria, confermando l’impostazione già seguita dal Tar Calabria e dall’Ufficio centrale regionale di Catanzaro ancora prima. La questione era nota e politicamente pesantissima: Noi Moderati aveva superato o no la soglia di sbarramento del 4%? Per i giudici di Palazzo Spada sì. E quel sì, adesso, chiude la partita.
La Quinta Sezione del Consiglio di Stato, con sentenze relative agli appelli di Giuseppina Iemma, Francesco De Nisi, Francesco Sarica e Michele Comito, ha confermato che la soglia va calcolata sui voti di lista circoscrizionali, escludendo dal denominatore i voti espressi esclusivamente per i candidati alla presidenza della Regione. Per effetto di questa interpretazione gli appelli vengono rigettati, le sentenze del Tar restano in piedi, la composizione del Consiglio regionale non cambia. Ergo restano in aula Vito Pitaro e Riccardo Rosa, i due esponenti eletti nelle liste di Noi Moderati.






