Sgombriamo il campo da ogni dubbio: nessuno può vietarvi di introdurre in spiaggia cibo e bevande! Quindi se qualcuno al lido vi dice: "La borsa frigo deve lasciarla fuori", sappiate che non possono farlo. Perché? E' presto detto: non esiste una sola norma in Italia che autorizzi il gestore a vietare ai bagnanti di portare cibo da casa. Insomma l'unica regola da seguire è il buon senso. Ci risiamo dunque: l'estate in Puglia (e non solo) è già entrata nel vivo (da almeno un mese) e oggi con il solstizio d'estate si può decretare il via ufficiale. Dunque, quali sono i diritti dei consumatori, cosa si può e cosa non si può fare in spiaggia? Cibo, fumo, cani, regole, divieti e sanzioni: ecco tutto ciò che c'è da sapere.
La legge La legge italiana (Legge n. 296/2006) parla chiaro: l'accesso e il transito per raggiungere il mare sono sempre liberi e gratuiti. I gestori dei lidi non possono imporre pedaggi o sbarramenti a chi vuole semplicemente raggiungere l'acqua o passeggiare.Il limite invalicabile si chiama battigia: la fascia dei 5 metri dalla riva (3 metri in caso di litorali particolarmente stretti) deve restare completamente sgombra. È vietato posizionare ombrelloni o lettini, sia per i privati sia per gli stabilimenti. Quello spazio serve al transito dei mezzi di soccorso.Nessun gestore può vietare l'introduzione di cibo o bevande dall'esterno. I regolamenti interni dei lidi che impongono il consumo esclusivo al bar della struttura sono illegittimi e impugnabili.Chi paga il noleggio di ombrellone e lettino ha il pieno diritto di consumare il proprio pasto sotto l'ombra acquistata. Unici limiti fissati dai Comuni: il divieto di introdurre contenitori di vetro (per evitare frammenti pericolosi nella sabbia) e il divieto assoluto di allestire tavolate o bivacchi che intralcino il passaggio.Lasciare l’ombrellone o la spiaggina piantati sull'arenile libero di notte per assicurarsi la prima fila il mattino seguente non è una furbizia: è un reato.Le ordinanze Si configura come occupazione abusiva di spazio demaniale (Art. 1161 del Codice della Navigazione). Il rischio reale è il sequestro immediato dell'attrezzatura da parte della Guardia Costiera o della Polizia Locale, accompagnato da sanzioni amministrative che superano i 200 euro. Non esiste un divieto nazionale per l'accesso dei cani in spiaggia. La competenza è demandata a Regioni e Comuni, che regolano la materia con apposite ordinanze.Se l'amministrazione locale non ha emesso un divieto specifico per quel tratto di costa, l'accesso è consentito rispettando le norme generali sui luoghi pubblici: uso del guinzaglio e museruola a portata di mano. I lidi privati possono vietare l'accesso solo se esiste un'ordinanza comunale a monte o se non dispongono di aree attrezzate autorizzate. Cani guida e unità di salvataggio hanno sempre libero accesso ovunque.Fumo e fuochi La legge nazionale vieta il fumo solo nei locali chiusi, ma sulle spiagge la tendenza è l'approccio "Smoke Free". Sempre più Comuni emettono ordinanze che vietano le sigarette sulla battigia o sull'intero arenile per ragioni sanitarie e ambientali.Accanto al fumo, resta severissimo il monitoraggio sull'abbandono dei rifiuti: gettare un mozzicone di sigaretta o plastica in spiaggia viola il Codice dell'Ambiente e comporta multe che vanno da 30 a 300 euro. Accendere fuochi, organizzare falò o utilizzare fornellini da campeggio sulla sabbia è vietato quasi ovunque dalle ordinanze balneari per motivi di sicurezza e rischio incendi.Sul fronte ambientale, la Cassazione applica la linea dura: asportare sabbia, ciottoli o conchiglie è punito dall'Art. 1162 del Codice della Navigazione ed è equiparato al furto aggravato ai danni dello Stato. Stessa tutela per la fauna: catturare meduse o granchi per metterli nei secchielli configura il reato penale di maltrattamento di animali.








