Capo Verde fa un’altra volta il miracolo. A Miami l’Uruguay non riesce ad andare oltre il pareggio contro la squadra africana. Ora la formazione di Bubista sogna in grande: con una vittoria nell’ultima gara del girone metterebbe l’ipoteca sull’accesso ai sedicesimi, almeno come miglior terza. Potrebbe bastare anche un pareggio, con una serie di combinazioni negli altri gironi. Il riscatto di due giocatori Per la squadra africana firmano il tabellino Pina e Varela, due giocatori non fortunatissimi nella propria carriera. Il primo, dopo gli esordi in patria, viene reclutato giovanissimo tra le file dell’Olivarense. Ma le cose non vanno come sperato e per due anni viene girato in prestito in diverse squadre. Nel 2022, dato anche l’abbassamento dell’appeal del campionato russo a causa della guerra, trova la sua dimensione al Krasnodar. Storia simile per Varela, dopo anni in squadre minori portoghesi, ha la grande occasione nel 2024 con il Gent. Ma delude le aspettative e dopo un anno viene svenduto al Maccabi Tel Aviv. Questa notte, invece, entrambi fanno sognare un Paese intero.

Obiettivi diversi Le due squadre hanno esordito al Mondiale con un pareggio, che ha un retrogusto diverso per ognuna di loro. L’Uruguay di Bielsa deve rifarsi dopo i mancati tre punti con l’abbordabile Arabia Saudita. Con una vittoria si giocherebbe il primato del girone all’ultima giornata contro la Spagna. Dall’altra parte Capo Verde è reduce dal clamoroso zero a zero contro le Furie Rosse, che ha elevato il portiere Vozinha a eroe nazionale. La squadra di Bubista non ha nulla da perdere e proprio ciò potrebbe giocare a suo favore. La Celeste fatica, ma poi prende in mano la situazione Nei primi dieci minuti l’Uruguay riparte con il copione già visto con l’Arabia Saudita: tante incursioni in area avversaria, ma senza mai essere veramente pericoloso. La squadra sudamericana trova la prima occasione al quarto d’ora in contropiede con Valverde che, servito da Vinas, prova a incrociare, ma strozza troppo il pallone. Al ventesimo succede l’inaspettato. Capo Verde conquista una punizione dalla distanza. Sul pallone Pina ci prova di potenza. La barriera sudamericana inspiegabilmente si apre, Muslera è completamente spiazzato e la sfera finisce in rete. È il primo gol ai Mondiali di sempre della nazionale africana. La Celeste non si demoralizza e cerca subito il pareggio alzando il proprio baricentro. Ma come il resto della prima frazione non arriva mai una conclusione pericolosa da parte dell’undici di Bielsa. Tanti i passaggi sbagliati in fase offensiva. Alla mezzora Valverde, il più attivo dei suoi, ci prova dal limite ma la sfera finisce ampiamente a lato. Ma i ragazzi di Bubista non si fanno schiacciare dai sudamericani e attaccano a ogni pallone recuperato. Al 37’ Cabral lancia in mezzo per Banchimol, Muslera deve smanacciare il cross in corner per evitare guai. Le squadre si alternano negli attacchi e due minuti più tardi è il turno di Araujo che ci prova di testa ma la sfera finisce alta. L’attaccante del Barcellona non si arrende e trova il gol del pareggio. Valverde la mette in mezzo, Cabral interviene in difesa di testa, la palla viene respinta dal palo. Araujo non deve fare altro che insaccare la palla in rete a due passi dalla porta. Nel recupero l’Uruguay non si accontenta e la ribalta. Ugarte serve Araujo in area, che di testa fa la sponda per Canobbio in area piccola. Troppo facile per sbagliare: è due a uno. Gli africani non ci stanno e ci cercano il pareggio fin da subito. A sei minuti dalla ripresa, Cabral ci prova di destro, ma la conclusione finisce abbondantemente a lato. Allo scoccare dell’ora di gioco succede ancora una volta l’impensabile. L’Uruguay è in completo controllo della partita, Olivera sbaglia completamente il passaggio e al limite della propria area serve Varela. Inspiegabilmente Muslera esce verso il pallone e rende tutto più facile per l’ala africana per il due a due. I sudamericani si fanno male da soli. Dopo tre minuti ancora Capo Verde, Monteiro ci prova dal limite e sfiora il vantaggio, toccando la parte superiore della rete. Da qui parte l’assedio uruguaiano. Rodriguez ci prova, la conclusione sembra destinata in rete, ma all’ultimo viene murata dalla difesa. A un minuto dal termine Valverde sfiora su punizione il sorpasso, ma la sfera finisce alta di poco. E la gara finisce due a due. Capo Verde sorprende e ora l’Uruguay rischia grosso.