Marco a quota 180: si è scusato per gli schiaffi al commissario. Ma ora basta passi falsi. Marc è 4° a 140

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Alla vigilia del Gp della Repubblica Ceca, Marc Marquez aveva detto che la differenza sulla pista old school di Brno non l'avrebbero fatta le moto (l'Aprilia contro la Ducati, in particolare) bensì i piloti. E così è stato in un fine settimana caratterizzato da non pochi colpi di scena a partire dalla pole position e giro record del giapponese Ai Ogura, alla squalifica di Marco Bezzecchi arrivata nella serata del sabato, alla vittoria di Bagnaia nella Sprint e ancora di più di Marc Marquez alla domenica.Marc, veloce sin dalle libere del venerdì, ha guidato una corsa magistrale che gli ha permesso di andare a vincere davanti a Ai Ogura e Pecco Bagnaia, riducendo a 40 i punti da Bezzecchi, leader della generale e grande assente della domenica. Marc ha approfittato infatti della squalifica del pilota Aprilia per ricucire il gap. "È una vittoria estremamente importante su un circuito con tante curve a destra", ha confessato lo spagnolo. "Siamo in uno sport in cui il pilota fa ancora la differenza. Certo ci vuole la moto, e sin da inizio stagione, ripeto che la nostra moto è competitiva. In gara sono riuscito a rispondere agli attacchi di Ogura. Ho fatto gli ultimi 3 giri in apnea perché non mi fidavo di Ai. Adesso per me è il momento di resistere: sono stati gli ultimi 6 giri più lunghi dell'anno". Bene anche Bagnaia, che dopo la vittoria della Sprint, ha chiuso la domenica con un altro podio, terzo. "Ero comodo quando sono stato in testa, ma sapevo che mi mancavano un paio di decimi di passo rispetto a Marc e Ai. Negli ultimi giri ho aumento tanto il ritmo per respingere la pressione esercitata da Fabio Di Giannantonio. Felice comunque del podio, stiamo lavorando bene".