Il siracusano Claudio Covato è il vincitore assoluto di Musicultura: con il brano "Chiuddi ca ma resta" si è assicurato il premio Banca Macerata di 20mila euro, il suo testo si è aggiudicato la targa della critica Piero Cesanelli del valore di 3mila euro e il Premio Grotte di Frasassi di 2mila euro e la possibilità di vivere una residenza artistica all’interno delle Grotte.

È stata un’edizione segnata dal dolore e dal lutto per la scomparsa dei ventenni Nicolas Calabrese, Giorgio Franceschini e Daniele Francalancia nell’incidente stradale avvenuto sulla superstrada. Quel dolore ha toccato profondamente la città e anche Musicultura ne è stata permeata. "Ho avuto la sensazione – rivela il direttore artistico Ezio Nannipieri – che assieme al pubblico siamo riusciti a elaborare un momento difficile e il clima della città senza dimenticare la tristezza da cui siamo partiti, ma elaborando tutto ciò in un’emozione collettiva che ha fatto bene un po’ a tutti". Ed ecco come si è riusciti a creare un qualcosa di diverso in un momento durissimo. "Ciò è stato possibile – dice Nannipieri – grazie al pubblico e alle dinamiche di Musicultura, ma anche grazie alla capacità dei vincitori e degli ospiti di rappresentare sul palco dell’Arena un qualcosa di vero, di autentico, insomma qualcosa che veramente potesse unire le persone all’ascolto". Ecco cosa ha lasciato il Festival secondo il direttore artistico quando la musica è finita e gli spettatori se ne sono andati in un’edizione segnata dal dolore. La giornata inaugurale del festival di venerdì è stata dedicata ai tre giovani nel giorno del loro funerale collettivo: "Noi – aveva detto in quell’occasione Nannipieri – non siamo un evento passeggero, ma siamo radicati nella città e ci stringiamo al suo dolore".