HomeCronacaOltre il ’tifo’: perché l’assassino di Garlasco non confessa?di Anna Vagli Alberto Stasi contro Andrea Sempio. Da oltre un anno il caso Garlasco è tornato a essere una gigantesca...SCENE - Anatomia di un crimine Tutti i video sul nostro portaleRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicidi Anna

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Alberto Stasi contro Andrea Sempio. Da oltre un anno il caso Garlasco è tornato a essere una gigantesca arena nella quale ognuno sceglie il proprio schieramento.

Ma mentre tutti discutono di Dna, impronte, consulenze e ricostruzioni, continua a sfuggire la domanda più feroce di tutte: perché gli assassini non confessano? Perché se esiste una verità su ciò che accadde la mattina del 13 agosto 2007, quella verità vive nella mente di una sola persona. Una persona che conosce ogni movimento, ogni dettaglio, ogni secondo di quella mattina. Conosce un qualcosa che nessuno, fuori da lui, può conoscere fino in fondo.

Siamo portati a pensare che il motivo per cui un assassino non confessa sia la paura della prigione. Ma il carcere è solo una parte del problema. La vera posta in gioco è l’identità. Se la verità processuale coincide con la verità storica e Stasi è il responsabile dell’omicidio, allora per anni avremmo osservato un uomo sostenere una versione alternativa dei fatti, chiedere revisioni, cercare possibilità, proiettare dubbi. In questo scenario l’innocenza proclamata sarebbe una seconda pelle. Una confessione, quindi, è ormai inimmaginabile perché distruggerebbe la vita intera costruita attorno a quella narrazione.