HomePistoiaCronacaLe scuole per la Palestina: "Il Comune intitoli un parco"La marcia solidale è arrivata fino alla chiesa di San Niccolò a Germinaia. La richiesta: "Un gemellaggio e un luogo in città in memoria dei bimbi morti".La marcia è arrivata alla chiesa di San Niccolò di GerminaiaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUn anno dopo la prima manifestazione, l’organizzazione delle Scuole per la Palestina è tornata a mobilitarsi per chiedere giustizia, pace e liberazione per il popolo palestinese e per Marwan Barghouthi, noto anche come il ’Mandela di Ramallah’, come sottolineato da Milva Maria Cappellini, docente pistoiese da tempo impegnata nel sostegno alla causa di Gaza e della Palestina. A dodici mesi dal primo raduno sul Globo, presso l’ulivo della Pace, Scuole per Palestina ha organizzato una marcia solidale dal cimitero alla chiesa di San Niccolò di Germinaia, alla quale hanno fatto seguito una riunione dei partecipanti, una piccola merenda e, soprattutto, la presentazione di alcune proposte che l’associazione intende fare alla nuova amministrazione comunale guidata da Giovanni Capecchi.
"Continuare a impegnarsi è importante, perché il genocidio non si è fermato. I venti di guerra non hanno certo smesso di infuriare: il problema è politico, assistiamo a istituzioni internazionali sempre più deboli e a un diritto internazionale continuamente calpestato – commenta Cappellini –. Viviamo una sorta di paradosso, perché a sostegno della Palestina c’è una mobilitazione planetaria eppure sembra che non sia possibile fare niente. Per questo non possiamo arrenderci: questa è stata una piccola marcia, come tutto ciò che abbiamo fatto nel corso di quest’anno. Ma l’obiettivo è di non far passare un solo giorno senza che si parlasse di Palestina", spiega Cappellini. Al Comune, Scuole per la Palestina ha rivolto alcune richieste, dall’attribuzione della cittadinanza onoraria della città a Marwan Barghuthi e Francesca Albanese al supporto nella creazione di un gemellaggio fra le scuole di Pistoia e quelle di Gaza, fino alla decolonizzazione della toponomastica cittadina. E ancora, la creazione in città di un giardino attrezzato con area giochi dedicati alla memoria dei bambini e le bambine di Gaza. Qui, propone la Rete, potrebbe essere realizzato un centro studi per approfondire l’impatto che guerra e violenza hanno sui più piccoli.






