​BELLUNO - Un'altra vittima del base jumping sulle montagne agordine. Il volo era iniziato alle ore 18 e l’allarme è scattato dopo soli 11 minuti, ma è stato inutile. Si era lanciato nel tardo pomeriggio di sabato con la tuta alare in uno degli itinerari più battuti dagli appassionati della disciplina estrema che qui giungono da tutto il mondo. Il Castello delle Nevere (2.599 metri di altezza) è una maestosa parete rocciosa appartenente al gruppo della Moiazza (nelle Dolomiti, vicino al massiccio del Civetta). Si erge con un salto verticale di 900 metri ed è noto nel mondo alpinistico ed escursionistico per le sue vie di arrampicata, la sua celebre cascata di ghiaccio e i sentieri selvaggi. Il fascino di un lancio alla velocità di 200 km/h aveva spinto due base jumper francesi a tentare l'impresa sabato scorso, trasformatosi in tragedia per uno di essi. Il 26enne francese Charles Tanguy è stato trovato ieri privo di vita tra i boschi poco al di sotto della parete rocciosa.

GLI AMICI I due erano partiti da Capanna Trieste in fondo alla Val Corpassa in Comune di Taibon Agordino raggiungendo a piedi la sommità della vetta, per poi tentare di compiere, probabilmente in simultanea il tanto sospirato volo, ma qualcosa per Tanguy è andato storto. Il compagno di volo, non avendolo visto giungere al punto di atterraggio concordato, aveva subito lanciato l'allarme. Poco dopo si è alzato l’elicottero Falco del Suem, sorvolando la zona fino alle ultime luci del giorno, ma senza risultato. Le ricerche sono riprese alle 5 del mattino di ieri con cinque uomini del Soccorso Alpino di Agordo assieme a Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Carabinieri. Con l’elicottero dell’Air Service, e poi anche Falco Leone di Treviso, si è provveduto alla perlustrazione dalla cima. Pare che al momento del lancio dei due, proprio la vetta del Castello delle Nevere fosse avvolta da un sottile strato di nubi e quindi le prime ricerche si erano concentrate nei pressi della sommità della parete rocciosa. Dopo un paio di sorvoli senza esito, i soccorritori hanno setacciato i ghiaioni sottostanti, continuando poi sulla probabile linea di lancio del base jumper. Da una prima sommaria ricostruzione pare che Tanguy - che pubblicava le sue evoluzioni sui social - una volta arrivato alla quota del Col Palantin, dove inizia un bosco di larici e faggi, possa aver toccato proprio qualche albero, probabilmente a causa di uno sbaglio di direzione, finendo così la sua corsa su una radura alcune decine di metri più in basso. È la quarta vittima del volo con la tuta alare in due anni nel Comune di Taibon Agordino. I PRECEDENTI Soltanto qualche settimana fa i soccorritori hanno rinvenuto, su un canalone innevato della Busazza, nel gruppo del Civetta, il corpo senza vita del 35enne finlandese Lassi Pekka, lanciatosi lo scorso novembre in una delle utili per il volo. Per diversi giorni erano stati movimentati tre elicotteri e una trentina di soccorritori, ma le ricerche non avevano dato alcun esito. Dopo l’interruzione invernale a causa della neve, a inizio primavera erano riprese le operazioni anche con l'ausilio dei droni. Proprio uno di questi aveva permesso di individuare il corpo di Pekka in un canalone ancora parzialmente coperto dalla neve, e di restituirlo ai familiari. Ad agosto 2024, ancora sul Castello delle Nevere, perse la vita il 41enne Ludovico Vanoli di Montichiari (Bs), e un mese dopo era stata la volta di un33enne inglese, che si era lanciato dalla quarta pala di San Lucano.