Santo Stefano.22 giugno 2026 alle 00:36L’allarme dei residenti nel quartiere: «Costretti a vivere con le finestre chiuse»
All’inizio pensavano fosse un episodio sporadico: un topolino che girava per strada e nulla di più. Dopo, però, dal topolino si è passati a decine di ratti enormi che hanno invaso giardini, garage e persino le case.er i residenti nelle vie Leoncavallo, Boito, Mascagni, Boccherini e strade vicine, nel quartiere di Santo Stefano, non c’è più pace. Costretti a vivere con le finestre chiuse e le tapparelle abbassate, spesso rinchiusi in casa perché fuori ad attenderli ci sono colonie di topi. Nelle scorse settimane sono stati effettuati alcuni interventi di derattizzazione, e altri sono in programma in questi giorni, ma a nulla sono serviti. Perché i ratti hanno trovato il loro habitat all’interno dell’ex asilo di via Boito, da anni abbandonato e ridotto a un letamaio.
Anche il gatto ha paura
«Tutto è cominciato qualche settimana fa», racconta una residente in via Leoncavallo, Lucia Pinna, 72 anni. «Il mio gatto ha iniziato a portarmi alcuni topolini piccoli, in tutto cinque. Una cosa normale, non mi sono preoccupata». Nel giro di qualche giorno però la situazione precipita. «In giardino sono arrivati topi enormi, ce n’erano tre nelle fioriere, tutti tranquilli, e uno arrampicato alla finestra, che batteva la testa come se volesse entrare. Adesso anche il gatto ha paura e sta dentro. Il problema è quella scuola: io ce l’ho di fronte a casa ed è una vergogna». Anche Stefania Unida, 43 anni, vive in via Leoncavallo: «Siamo costretti a stare rinchiusi in casa e per giunta con le finestre chiuse, anche di notte. È una situazione assurda: i topi entrano nei giardini e arrivano nei piani alti salendo sulle tubature. Un inquilino se l’è trovato nel pianerottolo. Qualcuno ha messo le esche ma i topi se le sono portate via. È chiaro che vengono dall’ex asilo, come si può lasciare una struttura in quelle condizioni? Perché non puliscono almeno il cortile?».








