La piattaforma di streaming musicale Deezer ha appena rilasciato uno strumento gratuito capace di stanare le tracce audio create con l’intelligenza artificiale. Sotto accusa non è tanto la normale produzione - nella musica e nel cinema l’IA può contribuire a valorizzare la componente artistica - bensì di quella attività truffaldina che serve solo a sottrarre royalties.
AI music detectorè stato sviluppato internamente da Deezer e si affida a TuneMyMusic per l’importazione delle playlist di altre piattaforme. In pratica lo strumento francese è un servizio web gratuito che permette di collegare il proprio account di streaming, importare una playlist e ottenere in pochi minuti un responso. Il detector supporta 27 lingue e copre circa venti piattaforme tra le più diffuse, tra cui Spotify, Apple Music, YouTube Music, Amazon Music e SoundCloud.
L’azienda francese usa internamente questa tecnologia dall’inizio del 2025, quando è stata la prima piattaforma a etichettare i brani realizzati con l’intelligenza artificiale. Il sistema analizza il segnale audio alla ricerca di firme spettrali e artefatti tipici dei principali modelli generativi, in particolare Suno e Udio, e Deezer dichiara un’accuratezza del 99,8%. L’amministratore delegato Alexis Lanternier ha presentato il lancio come una scelta di trasparenza verso gli ascoltatori, sostenendo che quasi la metà degli utenti arrivati da un servizio concorrente ha già tracce generate dall’IA nelle proprie playlist. Da sottolineare che i dati vengono comunque anonimizzati e non è previsto un impiego per la profilazione pubblicitaria o altri scopi.











