Pisa, 21 giugno – Ha dell'incredibile quanto accaduto nelle ultime ore. Nonostante la notizia data nei giorni scorsi dal nostro giornale e da altri organi di stampa locali e nazionali, Ebenezer Akinsanmiro non è stato riscattato dal Pisa. Una notizia che era stata confermata, con tanto di integrazione di informazione circa la spesa che i nerazzurri avrebbero pagato, ossia 7,5 milioni di euro. Nonostante ciò, la richiesta per l'esercitazione del diritto non è mai giunta negli uffici dell’Inter. A comunicarlo è stato il giornalista di Sky Sport Gianluca Di Marzio e trova conferma da quanto raccolto. Ricordiamo che il termine ultimo per poterla inviare è stato il 17 giugno. Il Pisa aveva esplicitato la propria volontà di esercitare il diritto di riscatto per il centrocampista nigeriano classe 2004 sia all’Inter che alla lega Serie A, ma un’interpretazione burocratica relativa a una differenza di norme tra la Serie A e la Serie B non ha permesso al club toscano di completare formalmente l’esercizio. L’Inter avrebbe probabilmente contro-riscattato Akinsanmiro per la cifra stabilita di 8,5 milioni, e se così fosse stato il Pisa allora a causa di questo tafferuglio avrebbe perso “solamente” un milione di euro. L’interpretazione della norma e quindi questo “cavillo” tra il Pisa e la Lega dà il via all’estate nerazzurra per quanto riguarda i trasferimenti. In questi momenti sarebber però in atto una discussione tra la Lega serie A e proprio il Pisa circa la norma che ha portato al centro del mancato riscatto. Questa sarebbe stata modificata di recente, creando dunque una duplice interpretazione tra le parti.
Pisa, pasticcio burocratico per il riscatto di Akinsanmiro: torna all'Inter
L'interpretazione di una norma recentemente modificata al centro del mancato riscatto del giocatore, che lascia così i nerazzurri












