La dirigenza nerazzurra nella giornata di ieri ha piazzato il primo colpo ufficiale in quella che di fatto è la fase conclusiva della stagione 2025-2026: Leonardo Gabbanini e Giovanni Corrado hanno comunicato all’Inter il riscatto del cartellino di Ebenezer Akinsanmiro. Rispetto alle cifre trapelate nelle scorse settimane, il prezzo pagato dallo Sporting Club alla società milanese è più alto: 7,5 milioni invece di 6. Una cifra che testimonia la convinzione con la quale il Pisa intende investire sul centrocampista nigeriano classe 2004, che nello scorso inverno si è tolto anche la soddisfazione di partecipare con la nazionale maggiore alla fase finale della Coppa d’Africa. Dopo le 24 presenze in Serie A (il 42% delle quali da titolare), è arrivata da parte del club di via Gioberti la conferma della fiducia nei confronti dei mezzi del calciatore: nonostante un evidente calo nelle prestazioni – coinciso, a dir la verità, con il contestuale tracollo della squadra dopo il giro di boa del torneo -, Akinsanmiro si è affermato come uno dei profili più interessanti. Lo spiccato dinamismo, abbinato a una discreta tecnica individuale e a una buona predisposizione al sacrificio, hanno portato Akinsanmiro a indossare per diversi mesi i panni di elemento fondamentale per lo scacchiere nerazzurro, al punto da convincere la dirigenza a completare le operazioni per il riscatto del suo cartellino. La società che lo aveva girato in prestito, l’Inter, adesso ha diversi giorni per valutare il da farsi: come pattuito nella scorsa estate, per esercitare il diritto di controriscatto sarà necessario mettere sul piatto un milione in più di quanto sborsato dallo Sporting Club, vale a dire 8,5 milioni di euro. L’Inter ha tempo fino al prossimo 21 giugno per attivare la clausola del controriscatto e tornare quindi titolare del cartellino del nigeriano. Se, fino a qualche giorno fa, non c’erano dubbi riguardo alla volontà del club milanese di effettuare tale operazione, adesso qualche interrogativo in più sussiste. L’Inter infatti è sulle tracce di Marco Palestra: per strappare l’esterno all’Atalanta serviranno molti milioni di motivi, e chissà che il presidente Beppe Marotta non decida di dirottare quelli originariamente stanziati per Akinsanmiro su questo affare.