Los Angeles, 21 giugno 2026 - Nella California meridionale si vive con la consapevolezza che, prima o poi, ‘The big one’ arriverà: il disastroso terremoto, di proporzioni apocalittiche, causato dalla doppia faglia che percorre la regione. E quel momento, secondo gli standard della sismologia, potrebbe essere sempre più vicino: un recente studio su modelli geofisici elaborati dagli scienziati dell'Università delle Hawaii a Manoa e pubblicati sul Journal of Geophysical Research mostra che le tensioni accumulate lungo i sistemi di faglie di Sant'Andrea e San Giacinto hanno raggiunto, e in alcuni punti superato, i livelli più alti registrati negli ultimi mille anni.

La ricerca ha ricostruito l'ultimo millennio di storia sismica della California combinando modelli fisici al computer e dati geologici sul campo, come la datazione al radiocarbonio dei sedimenti del terreno. Da oltre un secolo, questa specifica porzione della faglia è rimasta bloccata in uno stato di calma apparente, un silenzio sismico che non ha permesso il regolare rilascio dell'energia elastica causata dal movimento continuo delle placche tettoniche Pacifica e Nordamericana. Di conseguenza, la tensione è cresciuta come una molla stretta al massimo, accumulando una pressione senza precedenti storici. Nello specifico, il segmento di San Jacinto Bernardino ha registrato un carico di stress pari a 3,6 megapascals, superando il picco storico di cinquant'anni fa, mentre la porzione meridionale del segmento Mojave sulla faglia di Sant'Andrea ha raggiunto i 2,8 megapascals.