La casa è tornata al centro dell’agenda europea. Una questione che attraversa le grandi aree urbane del continente, coinvolge milioni di cittadini e richiede risposte capaci di coniugare inclusione sociale, rigenerazione urbana e sostenibilità. In questo scenario, Lecce prova a ritagliarsi un ruolo da protagonista con il progetto di social housing dell’ex Galateo, indicato come un’esperienza in grado di offrire un modello replicabile in Italia e in Europa.
Di questo si è discusso venerdì scorso alle Officine Cantelmo a un incontro promosso da Lecce città pubblica, dove si sono confrontati il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, la sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone e Irene Tinagli, presidente della Commissione speciale del parlamento europeo sulla crisi abitativa, con la moderazione del giornalista Francesco Gioffredi.
Fitto ha ricordato come la Commissione europea abbia attribuito per la prima volta una delega specifica all’housing, accompagnandola con un piano dedicato alle abitazioni a prezzi accessibili e con nuovi strumenti di programmazione finanziaria: «Interventi come quelli al Galateo sono la traduzione concreta sul territorio di questo importante lavoro che si sta cercando di portare avanti». Per l’europarlamentare, il tema dell’abitare rappresenta una priorità destinata a incidere sul futuro delle città europee. «Con due terzi della popolazione dell’Unione che vive nelle aree urbane, la qualità dell’offerta abitativa diventa uno degli elementi decisivi per la crescita sociale ed economica dei territori». Da qui la scelta di inserire risorse specifiche nella revisione della politica di coesione, offrendo a Stati e Regioni la possibilità di orientare nuovi investimenti verso l’housing sociale.







