L’allenatore dell’Iran, Amir Ghalenoei, ha affermato che la sua squadra sta continuando a subire un trattamento ingiusto da parte degli Stati Uniti, paese ospitante, ai Mondiali, a causa delle restrizioni di viaggio e del rifiuto dei visti. “Avevamo bisogno di 24 ore (a Los Angeles), ma ce ne hanno concesse meno di 16, ed è per questo che abbiamo dovuto interrompere gli allenamenti a metà. Queste limitazioni ci hanno reso le cose molto difficili”, ha dichiarato il ct iraniano che comunque resta ottimista sul fatto che la Fifa riuscirà a convincere gli americani ad allentare alcune di queste restrizioni per la terza partita della fase a gironi, in programma la prossima settimana.
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L’Iran è tornato nell’area di Los Angeles sabato per la seconda partita contro il Belgio, in programma oggi. Ghalenoei ha inoltre lanciato un appello alle altre squadre e agli allenatori partecipanti ai Mondiali affinché si esprimano contro il trattamento riservato alla nazionale iraniana. “Ho posto una domanda agli altri 47 allenatori, e nessuno di loro mi ha risposto“, ha affermato. “Siamo qui per il calcio, non per la politica, e lo ripetiamo. Le nostre rimostranze riguardano il modo in cui si sono comportati con noi. Non ho sentito nulla dagli altri allenatori (ai Mondiali), e sono sicuro che siano impegnati a preparare le loro squadre e non ci aspettiamo certo che reagiscano. Ma se avessi visto un’altra squadra essere trattata come noi, avrei detto qualcosa”.










