Il coraggio di essere timidi (ultimo libro dello psicanalista Massimo Ammaniti). Il coraggio di cambiare vita, long seller di Umberto Longoni. E il coraggio di dire “MeToo” (l’hashtag nato nel 2017). Si parla sempre del “coraggio di”: parlare, ribellarsi, votare, amare, combattere, essere sé stessi. Ma che cos’è in assoluto? Paolo Borzacchiello, esperto di intelligenza linguistica, afferma con una punta di provocazione che «il coraggio non esiste, non come entità a sé almeno, ma come il risultato di azioni, allenamento e sacrificio». Purtroppo, non c’è una scuola, un corso, un master. E la parola “coraggio” è un guscio che può riempirsi di significati diversi a seconda dei tempi e delle generazioni.

Che cos’è il coraggio delle donne?

Pensiamo a una storia come quella di Bianca Milesi, artista, patriota, amica di Alessandro Manzoni, riportata alla luce nel romanzo L’eroina bianca di Carla Milesi (non sono parenti, ci tiene a dire). «Nata nel 1790 da una famiglia borghese, Bianca scopre la politica, frequenta i Carbonari, incontra Andrea Appiani, Lord Byron, Vincenzo Monti e Stendhal. Arrestata e rilasciata, in fuga per anni in mezza Europa non smette di essere liberale. Questo era il massimo del coraggio che una donna intelligente e inquieta poteva esprimere nel 1800, ma è davvero cambiato qualcosa? Si tratta sempre di decidere da che parte stare».