Legge elettorale, la segretaria dem teme di non riuscire più a gestire liste ed eletti
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Non le desidera ma non lo può dire. Elly Schlein si trova davanti a questa grande contraddizione. Favoleggia di tifare per le preferenze nel nuovo testo sul sistema di voto, lo Stabilicum, che è all'esame della commissione Affari costituzionale a Montecitorio. Ma di fatto auspica sottotraccia che non se ne farà nulla perché vuole evitare di farsi travolgere dai vari cacicchi sparsi nei territori. Il disegno non dichiarato della segretaria è più o meno questo: sperare che vengano affossate dal grande gioco dei veti incrociati così da addossare la responsabilità dell'insuccesso a chi nella maggioranza rema contro le preferenze. Al contempo la segretaria del Pd è consapevole che l'unico desiderio dei cittadini sia la reintroduzione della scelta dei candidati al Parlamento. Lo certificano anche i sondaggi, fra gli altri l'ultimissimo di Ipsos, uscito ieri sul Corriere della Sera: "Un italiano su due le vuole". E nel Partito democratico? Stefano Bonaccini, presidente del partito, gioca a fare il controcanto di "Elly". E proprio sulle preferenze è stato molto netto: "Perché io spero che il mio partito faccia la battaglia sulle preferenze? Non è normale che si sia eletti in consiglio comunale, in consiglio regionale e a Bruxelles con le preferenze, e solo per il Parlamento italiano si è nominati. Se mettiamo le preferenze possiamo avere una chances perché nei territori abbiamo la classe dirigente migliore e lo dimostrano i risultati alle amministrative. Oggi le persone scelgono le persone prima del partito, ci piaccia o no". Non è dato sapere quanto questa posizione abbia infastidito o meno la segretaria del Pd.Certo è che Schlein non ha alcuna intenzione di privarsi di disegnare i gruppi parlamentari a propria immagine e somiglianza. È lunghissima la lista degli schleniani a cui è già stato promesso un seggio blindato al prossimo giro. Marta Bonafoni, fedelissima di "Elly" e promessa sottosegretaria alla presidenza del Consiglio nell'ipotesi di governo del centrosinistra, lavora da settimane alla compilazione delle liste elettorali. Senza preferenze la war room del Nazareno concederà poco ai riformisti e alle altre anime del Pd. Discorso diverso se venissero eliminate le liste bloccate. In quel caso gli schleniani dovranno vedersela con le truppe di Bonaccini, fortemente radicate nei territori e soprattutto con tutti i vari "cacicchi" sparsi nello Stivale. Chi disvela il disegno della segretaria è Gianfranco Rotondi, deputato di Fratelli d'Italia, portatore delle istanze democristiane nel gruppo meloniano e conoscitore come pochi dei giochi di palazzo: "La legge elettorale è un piano inclinato. A parte Fratelli d'Italia, nessuno vuole le preferenze. E nessuno soprattutto vuole rimanere con il cerino in mano. Di certo, Schlein non le desidera perché con le preferenze si priverebbe di una scelta. E soprattutto il partito potrebbe essere cannibalizzato nel mezzogiorno dai cosiddetti cacicchi".







