Gli ultimi a passare a Superga più di una notte sono stati alcuni gruppi di scout da mezza Italia. Hanno attraversato a piedi la collina torinese partendo dalla basilica e la sera hanno alloggiato nei nuovi spazi della Foresteria. Sono ventiquattro posti letto ricavati dai vecchi magazzini dell’edificio simbolo di Torino, inaugurati ieri grazie a un contributo di 160mila euro di Città Metropolitana, unito ad altri 200mila del Sermig, che gestisce la basilica dal 2021. «Qui accoglieremo camminatori di ogni tipo – spiega il monaco responsabile della struttura Daniele Ballarin – scolaresche, parrocchie, pellegrini e gruppi di appassionati di nordic walking. Dopo il covid abbiamo notato un boom di persone che ci raggiungono a piedi». E che ora troveranno qui le camerate con i letti a castello, i bagni, la cucina, la sala da pranzo. Un finanziamento da 15 milioni I nuovi spazi si inseriscono fra i lavori finanziati dal Ministero della cultura e dal Ministero del turismo con un pacchetto da 15 milioni di euro per il rilancio della basilica dopo anni di abbandono. Fondi sbloccati nel 2024 dopo la firma di un protocollo tra Governo, Demanio, Regione, Città Metropolitana e Comune. «Servono, tra le altre cose, all’adeguamento antincendio completo e alla realizzazione degli ascensori per l’accesso alla chiesa e al chiostro» ha spiegato ieri la presidente del Sermig Rosanna Tabasso. Da parte della Regione, invece, è arrivato un altro milione di euro tramite il Ministero del turismo per eliminare le infiltrazioni dei tetti. Poi ci sono i privati, in particolare la Consulta per la valorizzazione dei beni culturali dell’Unione Industriali, che attraverso un team di professionisti (Benedetto Camerana, Giuseppe Amaro, Alessandro Callegaro e la presidente Licia Mattioli) ha contribuito alla progettazione. Ma i soldi non bastano I finanziamenti, però, non bastano per restituire alla città tutti gli ambienti della grande struttura voluta da Vittorio Amedeo II nel 1706: «Restano fuori, tra le altre cose, la manutenzione completa del tetto, la facciata della cupola, i percorsi interni, la messa in sicurezza della grande biblioteca da diecimila libri, che vanno anche catalogati e protetti» spiega Ballarin. I lavori valgono altre decine di milioni di euro, che bisognerà capire come recuperare. Boom di presenze Intanto ci si gode il boom di presenze. I nuovi spazi al piano terra della Foresteria sono solo un assaggio: «L’idea è ricavare altri alloggi al secondo piano» racconta Ballarin. Sono gli ultimi esiti dell’opera di rilancio cominciata dal Sermig quando, cinque anni fa, il Demanio (proprietario degli spazi) e la Diocesi chiesero all’associazione di Ernesto Olivero di prendere in gestione questi spazi. Nei mesi sono nati un bar, un negozio di souvenir e le visite guidate alla Cupola panoramica, ma anche alle tombe reali di Casa Savoia, alla sala dei Papi o alla statua della Madonna delle Grazie. Quest’estate, poi, partono le aperture serali. La prima è programmata per il 26 giugno. Si arriverà in bicicletta, in auto, con la tramvia storica. Dai pellegrini agli sportivi Ma anche a piedi. Da anni ormai, pellegrini, sportivi, appassionati di storia partono o passano dalla basilica per raggiungere il Colle Don Bosco o l’abbazia di Vezzolano. Tra i percorsi da fare in giornata, invece, ci sono il sentiero dei pianeti, l’anello di San Mauro o le passeggiate che partono dalla Mole e dal parco delle Vallere. Un intreccio vastissimo di sentieri; la Città Metropolitana (che per manutenerli ha investito altri 40mila euro) ne ha raccolti dodici in un volume curato da Claudio Baldi per Terre di mezzo. «La storia della nostra comunità – dice la consigliera di Città Metropolitana Sonia Cambursano, intervenuta ieri insieme alla vicesindaca di Torino Michela Favaro e all’assessore regionale Andrea Tronzano – è scritta su queste colline». La residenza per la vecchiaia di Vittorio Amedeo II Il giardino davanti alla Foresteria e le sue panchine ombreggiate dalle chiome degli alberi servirà ad accogliere chi vorrà godersi l’aria della collina dopo aver percorso decine di chilometri. A pochi passi c’è un’altra grossa area scoperta che il Sermig ha strappato ai rovi: doveva essere la residenza preparata per la vecchiaia di Vittorio Amedeo II. Che però non ci trascorse neanche un giorno. La chiamano “l’incompiuta”. Anche qui, il Sermig vorrebbe ricavarci un’area di relax per i viandanti, fondi permettendo. Tra i passanti, qualcuno cerca già di scorgerne le sembianze future tra le fronde che avvolgono i muri. Il desiderio è di continuare a camminare
A Superga apre la nuova casa dei pellegrini, ma per completare il rilancio mancano fondi
Inaugurata la Foresteria con 24 posti letto: cresce il turismo dei camminatori. I 15 milioni sbloccati per il restyling non bastano







