Chiavari – Il biasimo verso chi non raccoglie le deiezioni dei cani la fa da padrone. Ma non mancano i rimproveri per l’abbandono dei rifiuti. Il furto di piante. Le ditate sulle vetrine. E, tornando ai quattrozampe, la riprovazione nei confronti di chi lascia che Fido marchi il territorio in luoghi poco consoni. Sono i messaggi urbani. Scritti su carta, legno, plastica. Temporanei o permanenti, affissi da residenti, commercianti e condomìni per stigmatizzare comportamenti che confliggono con la pacifica convivenza e il decoro. Si trovano in tutte le città. Spesso le frasi sono molto esplicite. In altri casi, gli autori si affidano all’ironia. Talvolta, inciampano in strafalcioni.

Uno dei messaggi urbani di Chiavari. Questo si trova in via Franceschi

Lavora finemente sulla psicologia e raggiunge il risultato chi ha collocato il cartello “Discarica per idioti” in una piazzola verde lungo la provinciale 26 bis della Valmogliana, a tre chilometri dal Passo del Bocco, dove, evidentemente, in passato, venivano rovesciati rifiuti. Un po’ come nella fiaba di Andersen dell’Imperatore nudo, nessuno vuole sentirsi idiota, e l’area, adesso, si presenta perfettamente linda, in mezzo all’ambiente naturale. Ha una passione per il digitale, invece, l’autore del doppio cartello affisso in via Franceschi a Chiavari per stigmatizzare l’abbandono della spazzatura in un punto in cui, precedentemente, si trovava un contenitore gettacarta. «Se hanno tolto il cestino - si legge - la spazzatura va portata via e non abbandonata nelle aiuole. È semplice da capire o serve un tutorial su YouTube?», il messaggio incollato, in doppia copia, alla ringhiera è corredato di codice Qr. A proposito di rifiuti, in largo Casini, tempo fa, era comparso anche un sacchetto della spazzatura parlante. Attraverso un foglio scritto a mano, dopo cinque giorni di esposizione, faceva sapere: «Sono qui da giovedì». E in via Entella, sul coperchio del bidone gettacarta, a pochi metri dall’incrocio con via Magenta, qualcuno abbandona spesso un sacchetto dell’indifferenziato. Pochi giorni fa qualcun altro ha censurato, in genovese, un’azione poco civile. «Succido»: traduzione dialettale di sudicio è stata impressa a biro su un foglio che, però, purtroppo, volando via, ha contribuito a sporcare la strada. A Rapallo, qualche tempo fa, in via Camporino, campeggiava una riedizione, un po’ particolare, della disfida estiva tra residenti e ospiti, apparentemente vergata da un turista toscano deluso dall’essere usato come dispensatore di soldi: «Oh bischero che fai qua? Gente ligure, palanche, palanche. Vattene citrullo». E, forse, saranno tirchi coloro che, in via Piacenza, a Chiavari, rubano i limoni. E, in via San Rufino, si sono impossessati dell’albero di Natale e di alcune piantine esposti da uno studio medico. «I fiori sono belli da guardare e ammirare... E lasciare dove si trovano. Come buona educazione», la reazione del professionista derubato. Scendendo lungo via Betti, a Rapallo, ecco il classico cane che l’intelligenza artificiale munisce di scopa e paletta per raccogliere le deiezioni lasciate dal padrone incivile. La questione, però, è preponderante anche in pieno centro. Il simpatico disegno di un cagnolino che dice «Io qui non posso fare i bisogni» si trova in via Mazzini. In un vicolo che fa da traversa alla stessa strada, si specifica che si tratta di una «Zona no pipì». E poi si passa alla persuasione attraverso la paura: «Si prega di fare attenzione ai propri cagnolini. Nella zona è stato spruzzato un prodotto deterrente per evitare che urinino, che potrebbe non essere idoneo per loro». Vasta, su questo tema, l’offerta di messaggi chiavaresi. Via Piacenza: «Questa serranda si apre a mano, perciò sarebbe molto carino se non ci faceste pisc... il cane sopra. Se lo fate almeno sorridete alla camera di fronte». Salita Ceive: «I proprietari che porteranno i loro cani a fare i propri escrementi su questa via (senza raccoglierli) verranno denunciati alle competenti autorità comunali». Corso Dante: «Per il decoro dell’edificio, compresi gli spazi esterni, i proprietari di cani e di altri animali sono pregati di usare rispetto». Il titolare di un concessionario di moto di Sampierdicanne, infine, è alle prese con aloni e ditate che lordano le vetrine. E non trattiene il disappunto. «Si sa i bambini non hanno colpa, però fate attenzione a loro. Primo perché i vetri potrebbero non reggere se spingono. Secondo perché qualcuno pulisce. Terzo vi sono telecamere. Stop mani adulti e bambini vetri»