di
Salvo Fallica
Uno studio coordinato dall'Università di Catania fa il punto su questa presenza aliena che rischia di rovinare l'estate agli italiani in vacanza
Un nuovo studio, molto interessante e attuale, sul caso del ritorno della Caravella portoghese nel Mediterraneo centrale svela i segreti di un fenomeno sui generis. Gli autori della ricerca - Francesco Tiralongo, Paola Leotta e Riccardo Martellucci - raccontano in anteprima al Corriere i risultati del loro lavoro che verrà pubblicato nella rivista Annales, Series Historia Naturalis. Il titolo della ricerca è «Physalia physalis in the Central Mediterranean Sea: recent observations in relation to mass strandings of Velella velella and surface circulation dynamics».
La caravella portoghese, Physalia physalis appunto, uno degli organismi marini più temuti per la potenza delle sue cellule urticanti, è tornata ad apparire nel Mediterraneo centrale. Lo studio coordinato dall'Università di Catania, in collaborazione con l'OGS – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, ricostruisce per la prima volta il contesto atmosferico e oceanografico che ha favorito questo evento, dimostrando come la sua presenza sia il risultato di un complesso sistema di trasporto naturale dall'Oceano Atlantico fino alle coste italiane e maltesi.








