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Serena Palumbo

Arrivo anomalo alla vigilia dell'estate, quando il rischio di collisioni con le imbarcazioni aumenta. Lanfredi (Tethys): «La popolazione mediterranea è già a rischio di estinzione. Se ci si arrivasse sarebbe un danno irreversibile»

Un incontro raro e carico di valore scientifico ha inaugurato la stagione di ricerca dell'Istituto Tethys nel Santuario Pelagos. Al largo di Sanremo, i ricercatori hanno avvistato un gruppo familiare di capodogli composto da una femmina adulta, un piccolo e un giovane esemplare, accompagnati da un quarto. Una presenza che sorprende gli studiosi non solo per la composizione del gruppo, inconsueta nelle acque del Mar Ligure, ma anche per il periodo dell'anno: gli avvistamenti di femmine con piccoli, infatti, erano stati finora registrati soprattutto a fine estate. Un segnale che apre nuove domande sulla presenza e sull'utilizzo di quest'area da parte di una delle specie più minacciate del Mediterraneo. A raccontare e cercare di fare chiarezza sull’insolito incontro è Caterina Lanfredi, direttrice del progetto Cetacean Sanctuary Research di Tethys.

Dottoressa Lanfredi, che cos'è il Cetacean Sanctuary Research e quale attività svolge nel Santuario Pelagos? «Il Cetacean Sanctuary Research (Csr), fondato nel 1990, è un progetto a lungo termine dell'Istituto Tethys dedicato allo studio e alla conservazione di delfini e balene del Mar Ligure, nel cuore del Santuario Pelagos per i mammiferi marini del Mediterraneo. Con base alla Marina di Portosole, a Sanremo, i nostri ricercatori escono in mare da maggio a ottobre per raccogliere dati e monitorare i mammiferi marini presenti nell'area, anche grazie al contributo del programma di citizen science».