È scattato stamane sul Bürgenstock, il resort svizzero nei pressi di Lucerna, il cruciale ciclo di colloqui bilaterali tra Stati Uniti e Iran. Il vicepresidente statunitense JD Vance è atterrato all’alba presso la base aerea di Emmen per guidare la delegazione della Casa Bianca, che vede già sul campo gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner. I tavoli negoziali si aprono in un clima di altissima tensione geopolitica: l’obiettivo formale è tradurre l’accordo di principio siglato nei giorni scorsi in un’intesa definitiva per limitare il programma nucleare di Teheran, revocare le sanzioni economiche e stabilizzare il Medio Oriente. I colloqui, che vedono la mediazione diplomatica di Pakistan e Qatar, dovrebbero estendersi per circa due mesi, sebbene la permanenza del numero due di Washington sia limitata nel tempo. Prima di imbarcarsi, Vance ha tracciato la linea dell’amministrazione definendo prioritari il dossier atomico e il cessate il fuoco sul fronte libanese: “Dobbiamo continuare” a gestire la situazione fra Israele e Libano. “Queste sono le due cose su cui penso siamo concentrati. Sono sicuro che gli iraniani avranno dei temi su cui vogliono parlare”. Il vicepresidente ha poi aggiunto: “La situazione sta effettivamente migliorando e le tensioni si stanno un po’ attenuando. Sarà qualcosa che dovremo gestire costantemente per garantire che Israele e il Libano siano entrambi al sicuro. Questo è fondamentalmente l’obiettivo, rendere l’intera regione sicura”.