di
Paola De Carolis
L'ex One Direction trionfa nello storico impianto londinese
Ci sono 90.000 fan che cantano ogni parola, ci sono i giochi di luce che trasformano lo stadio di Wembley in una discoteca senza fine, ci sono i ballerini per i brani ritmici, l’orchestra d’archi per quelli melodici, le passerelle che si allungano tra il pubblico per assicurare il contatto con la sua tribù e poi c’è lui, Harry Styles, indubbiamente una star, ma a modo suo.«Per favore, sentitevi liberi di essere chi avete sempre voluto essere», esordisce, all’inizio di 12 date che per lo storico impianto rappresentano un record.
Ha l’energia di un maratoneta — ha corso, dopotutto, quelle di Tokyo e Berlino — e la delicatezza di un guru, lui che con le sue collanine di perle, le magliette rosa e l’accento sull’inclusione è considerato il volto di una nuova mascolinità.











