di

Rinaldo Frignani

Le cause dell'incendio costato la vita a Francesca Valentino mentre 285 connazionali si sono messi in salvo con altre 1.500 persone. All'inchiesta dominicana potrebbe affiancarsi quella della Procura di Roma

L’inchiesta, anche quella che sarà aperta in Italia, chiarirà cosa non ha funzionato. Perché nel resort Bravo Viva Dominicus Beach Hotel si è rischiata la strage. A confermarlo ci sono le immagini terribili dell’hotel esclusivo sulla spiaggia dei Caraibi divorato dalle fiamme, poi ridotto a un’immenso scheletro annerito dal quale spiccano le due piscine azzurre. Un inferno che giovedì mattina è costato la vita a Francesca Valentino, 45 anni, madre di due bambine di quattro e dieci, morta per asfissia da fumo dopo essersi sentita male quando era già fuori dal resort. Altri 285 connazionali che si trovavano nella struttura, insieme a quasi 1.500 persone, si sono invece salvati.

Anche se molti, come hanno raccontato i testimoni, lo avrebbero fatto da soli, prendendo l’iniziativa e spesso salvando anche i vicini di bungalow, perché l’allarme non sarebbe scattato. È un punto chiave dell’indagine aperta dalle autorità dominicane, alla quale seguirà probabilmente quella della Procura di Roma visto il decesso di un’italiana nell’ex villaggio dei pescatori di Bayahibe. Dieci persone sono assistite dai medici e accompagnate in ospedale, ma fra loro — come precisa la Farnesina — non ci sono italiani. Il rogo, alimentato non solo dal vento forte, ma anche dai materiali con i quali era costruito il resort, e in particolare i tetti in paglia dei bungalow, sarebbe divampato a causa di lavori di saldatura che alcuni operai stavano effettuando a metà mattinata vicino alle camere degli ospiti. Le scintille, trasportate dal vento, avrebbero causato l’incendio che in un attimo si è propagato da una costruzione all’altra, con il rischio che molti ospiti rimanessero intrappolati.