Ci si salva a vicenda, spesso è così, nella vita: quando si tende la mano a qualcuno, si sta salvando anche sé stessi e, se il karma è un buon osservatore, quel bene torna indietro, raddoppiato e gratificante. Indubbiamente, è la storia di Isotta, la gatta che ha salvato l'associazione 7 Vite di Elisa Ferrante, a Crotone. Isotta è stata salvata e ha salvato: è giunto il momento di renderle omaggio, con un'adozione per lei e i suoi piccoli.
Storie che sembrano scritte dal destino
Esordisce così Elisa, quando le chiediamo di raccontarci di Isotta, parlandoci non soltanto della gatta, ma di ciò che quest'ultima rappresenta per lei, sul piano simbolico: «Sono storie che sembrano scritte dal destino…e poi ci sono quelle che ti spezzano il cuore prima ancora di ricucirlo. Verso la fine di marzo avevamo preso una decisione che ci faceva male anche solo pronunciare: chiudere tutto. La nostra piccola associazione non ce la faceva più. Niente stalli per le emergenze, sempre meno aiuti, sempre le stesse mani, sempre più stanche. Così avevamo deciso: lasciare andare tutto quello per cui avevamo lottato».
Tuttavia, una domenica pomeriggio, qualcuno s'intromette tra il destino e la strada che sta percorrendo Elisa per andare a sciogliere la sua associazione. Quel qualcuno ha quattro zampe, una coda e una pancia gigante. Una simil Certosina dalla bellezza mozzafiato ed Elisa ricorda quella visione, come mandata direttamente dal cielo: «Gli occhi caldi e dolci come il sole in primavera...ma pieni di una richiesta silenziosa». Allora, Elisa, compie un gesto automatico, dopo tanti anni di volontariato: le dà da mangiare e poi si allontana.






